Robin Rhode, pareti dipinte e un nuovo modo di immaginare lo spazio

robin rodhe artista street art africano in mostra in america

Nel 2011 l'abbiamo visto in Italia, al Castello di Rivoli e alla Tucci Rosso di Torino, ma Robin Rhode gira parecchio e a Gennaio sarà alla Lehmann Maupin di New York intitolata Take Your Mind Off The Street & Paries Pictus. Un titolo che suona come un invito ad ammirare anche in galleria le sue creazioni. Street artist? Performers? Pittore? Illustratore? Fotografo? Ballerino e coreografo? Robin Rhode è tutte queste cose realizzando con materiali semplici e versatili come gesso, vernice e carbone disegni straordinari sui muri delle strade. Non finisce qui, perchè a questi disegni Robin Rhode, dà un'anima interagendovi come fossero oggetti reali. Attraverso la fotografia e il video l'artista riesce a convincerci della loro vera esistenza, sbalordendoci per la facilità con cui il suo corpo entra in simbiosi con i disegni.
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L'interazione tra il disegno e l'ambiente è lo studio sul quale si sta concentrando da due anni: il risultato sono performances che coinvolgono tantissime persone, giovani, bambini e soprattutto se stesso ponendosi l'obiettivo di affrontare la realtà con spirito giocoso e produttivo. Tutti i sensi coinvolti, daranno vita a spettacoli dell'immaginazione partendo da disegni che rappresentano oggetti reali, come sedie, tavoli, strumenti musicali,biciclette o forme astratte, per di più ripresi dal design del Bauhaus.

Anche se attualmente lavora a Berlino, Robin Rodhe non dimentica le radici più profonde della sua arte che affondano le ragioni in quelle della sua terra, l'Africa: qui, nei quartieri difficili governati dalla violenza ha inizio la sua riflessione. Partendo dai metodi d'insegnamento nelle scuole che si basavano sullo sviluppo dell'immaginazione Robin reinventa spazi indefiniti; i luoghi pubblici diventano spazi comuni dove poter adocchiare scorci rivelatori di una "coreografia quotidiana", da condividere nell'opera d'arte. Mai chiamarlo street artist e artista concettuale, Robin Rodhe ha una storia a sè.

Foto| Dal sito della galleria Lehmann Laupin di Ny

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