A volte si può giocare con i meccanismi tipici della pop-art o dell’arte povera, e scoprire certi valori nelle forme trascurate di un oggetto industriale.
A me è capitato con gli isolatori, cioè quei bicchieri di vetro o di ceramica posti in cima ai pali delle linee telefoniche o elettriche.
Dopo averne staccato uno da una vecchia linea dimessa, già divelta dal vento, mi sono documentato su internet. E mi sono imbattuto in uno stuolo di amatori con enormi collezioni, che rischiano la vita ogni giorno arrampicandosi su cabine e pali della luce armati di cesoie e tenaglie.
Effettivamente alcuni di questi oggetti, una volta decontestualizzati e posti su degni piedistalli, non sfigurerebbero in una raccolta di scultura moderna.
Bisogna solo avere il coraggio di scrivere “Senza titolo – ferro e vetro – Autore: Enel”.
Negli USA esiste addirittura la NIA, cioè la National Insulator Association.
immagine | isolatori.it
Andrea Micheli
24 set 2007 - 16:19 - #1Essendo collezionista da molto tempo di isolatori,non posso che essere felice che si manifestino interesse e apprezzamento pubblicamente per quella che fino a pochi anni fa era considerata quasi una mania incomprensibile.Io ho addirittura creato una sorta di installazione artistica con un vecchio palo di legno che ho dotato di un solido basamento e ho piazzato nell’ingresso di casa,e al quale ho montato sei isolatori in porcellana.Comodo anche come appendiabiti…
odraode
24 set 2007 - 16:51 - #2Grande Andrea. Che dire? Mandaci le foto!