La combinazione di maschera di animale su corpo umano sdraiato a terra come se fosse stato investito, rende le immagini di Nigel Grimmer inusuali e misteriose, tanto da aver generato un crescente interesse nel pubblico. Questo vale soprattutto per “Roadkill Family Album“, la serie fotografica che va avanti dal 2000 e vede coinvolti amici e membri familiari come il padre e la madre, ritratti in vari luoghi durante le vacanze. Un album familiare alternativo, ma non per questo più artificiale di uno tradizionale, e molto più divertente a farsi (volete mettere chiedere a vostra madre di indossare una maschera da topo, sdraiarsi a terra e fingere di essere morta?).
Le foto sono irreali eppure nascondono un senso di perdita e malinconia molto reale, non solo perché ricordano animali schiacciati sulla strada, ma perché generano pensieri sulla morte e le occasioni perdute.
Un pop pathos che non è però macabro o splatter o violento, e che si ritrova anche in altre composizioni come “Be Careful of Things Left Behind” e “Places I Call Home” che coinvolgono toys e modellini, fotografati come progetti sempre in divenire, in vari paesi.
Come già detto da “Eyestorm“, anche per me è un artista da tenere d’occhio.
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