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I manichini nudi di Charles Ray

Pubblicato: 10 mag 2007 da margherita

charles ray rubell family collection Stavo cercando altre notizie a dire il vero, ma poi mi sono imabattuta in questa immagine e mi è venuto in mente Spencer Tunick.

Probabilmente il nesso è solo da un punto di vista visivo in quanto Charles Ray, l’autore di questa opera, ritrae manichini nudi, mentre fanno sesso in varie posizioni (i manichini sono ad immagine dell’artista stesso). Comunque mi è venuto in mente il collegamento.

L’opera di Ray si intitola Oh! Charley Charley Charley, e fa parte della collezione di arte contemporanea della famiglia Rubell, probabilmente una delle collezioni più importanti di questo genere. Oltre a Charles Ray la collezione si compone di Takashi Murakami, Maurizio Cattelan, Cindy Sherman, Julian Schnabel (di cui, lo ripetiamo, artsblog si occuperà) e tante altre celebrità.

In quanto a disagio, il nudo (e la nudità in generale) pur essendo utilizzato molto in arte rappresenta ancora un tabù, soprattutto se associato ad atti sessuali, e questo dovrebbe confermare la regola.

Per saperne di più sulla famiglia Rubell, Vernissage TV presenta una serie di servizi (anche video).

via artpup

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • eugenio

    10 mag 2007 - 15:42 - #1
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    “i manichini sono ad immagine dell’artista stesso”

    e’ la cosa piu’ narcisista che io abbia mai visto fin ora. e se il sesso non mi ha mai turbato nella sua rappresentazione, lo stesso non posso dire del narcisimo, il lato piu’ osceno dell’essere umano (imho)

  • Margherita

    10 mag 2007 - 15:56 - #2
    0 punti
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    ma lo sai che è lo stesso tipo di commento dell’autore del blog dove ho trovato la notizia? Non mi fa questo grande effetto, lo trovo buffo a dire il vero

  • softblog

    12 mag 2007 - 14:03 - #3
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • artsblog

    28 nov 2007 - 13:05 - #4
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • 0 punti
    Up Down

    […] Il “Cristo sul Jet“ di Leon Ferrari è un’opera di denuncia sul rapporto incoerente fra fondamentalismo cristiano (cattolico ndr) e le guerre del Mondo. Sulla stessa scia si pone Paolo Schmidlin con “Miss Kitty“ e le sue sculture di seduzione e morte. Di altra scuola è Damien Hirst che porta il realismo all’estremo con la sua Mucca sezionata una scultura quadridimensionale, lo spettatore può godere di un’ulteriore dimensione passando “attraverso” l’opera. Sulla corrente realista si pongono anche Tony Matelli con “solitudine e sopravvivenza”, Duane Hanson con la “Classe media americana“, Charles Ray con i suoi “Manichini nudi“, Patricia Piccinini e le sue sculture impressionanti, Ron Mueck e suoi burattini, Kristian Burford e il suo voyeurismo. […]

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