Linder, le donne-oggetto pop-punk si invitano al MAM di Parigi

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Arti visive, musica e moda, tre direttrici scelte dal MAM (Musée d’Art Moderne) di Parigi per l’esposizione dedicata all’artista inglese Linder Sterling, nata Linda Mulvey e detta semplicemente Linder. Le sue donne hanno bocche giganti dai colori plastici estremamente falsi, applicate quasi violentemente su volti fin troppo graziosi. Tratti di belle bambole sui quali rose giganti e moleste imprimono il loro dominio. Affascinanti ed inquietanti le protagoniste gridano contro la minaccia dell’oggettivazione femminile e la mistificazione pubblicitaria imperante.
Sono circa 200 le opere in mostra fino al 21 aprile 2013, altrettante paillette perse tra fotografie, fotomontaggi scatole luminose e lavori su carta, e poi costumi di scena, spezzoni video e sonori, tra i quali naturalmente non manca la ritrasmissione della famosa performance del 1981 durante la quale la stessa Linder portava un abito interamente composto di carne cruda, in un tripudio di donne-oggetto pop-punk, i cui sguardi sono fin troppo reali.

Linder studia allo stesso modo il proprio corpo: pratica esercizi di body-building, se spalma di maquillage, si ricopre di sostanze commestibili, insomma si trasforma e si deforma, attira, sciocca e provoca. E poi si riferisce ironicamente ai balletti russi, glorifica i ballerini e nello stesso tempo vela loro il viso sotto dolci brillanti.

Nell’immagine Oh Grateful Colours, Bright Looks VI, 2009 ©Linder.

Via | mam.paris.fr

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