Public Improvisation, fino al 15 Gennaio a Milano


Giovedì 4 Novembre sono stato alla Fabbrica del Vapore di Milano, all'inaugurazione della mostra conclusiva degli allievi del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti di Como. Il 'visiting professor' di questa edizione - Yona Friedman, ha incentrato il suo 'cantiere' attorno al tema Public Improvisation. L'improvvisazione fa riferimento a uno stadio primitivo, 'senza filtri', del fare arte. Lo spazio pubblico è quello dove l'improvvisazione scardina gli schemi precostituiti e imprime un nuovo ritmo alla realtà. “L'artista, sostiene Friedman alla maniera di Beuys, è in ognuno di noi”.

Al vernissage ho trovato un ambiente accogliente, con gli autori pronti a fare quattro chiacchiere. Video, sculture d'assemblaggio, disegni, fotografie, software... ce n'è per tutti i gusti. Certo, nella maggior parte dei casi non mi sono trovato di fronte risultati finali, piuttosto idee, passaggi, spunti. Tentativi emersi durante i venti giorni di laboratorio a Como. Luogo fisico, dove gli allievi hanno condiviso spazi e urgenze operative. Gestendo gli input e il flusso creativo gli artisti hanno poi fatto di Como anche un luogo dell'immaginario.

Tra le tracce che Yona Friedman ha dato agli allievi c'era uno schizzo, una forma contorta, uno scarabocchio (“gribouilli”), che difatto però è stata la materia grezza da cui partire. Linea che è diventata scultura di metallo dell'artista Elia Cantori, che vi affianca un video con la telecamera che percorre l'opera dall'interno. Esili, fini e pure 'interni', dotati di piccole magie i disegni e i microcollage di Giovanni De Lazzeri ci conducono all'interno di mondi in miniatura. Interessante il lavoro che lo svizzero Davide Cascio propone, combinando la materia a partire da unità minime. Andrea Dojmi invece è un regista che utilizza vecchie pellicole, per riportare indietro di trenta anni un filmato girato nel 2008 nel campetto da basket dell'oratorio multietnico di Como.

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Mostra degli allievi del CSAV - Fondazione Ratti
Mostra degli allievi del CSAV - Fondazione Ratti
Mostra degli allievi del CSAV - Fondazione Ratti
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Mostra degli allievi del CSAV - Fondazione Ratti

Il collettivo sloveno BridA, da sempre intento a includere il pubblico all'interno dell'opera, studia il movimento delle macchine e dei passanti in mezzo alla strada, per farne un software che genera un segno. E poi il giovane napoletano Ciro Vitale che 'fa parlare i ventilatori' con le tracce audio che ha catturato durante il Corso. Bellissimo ed emozionante il videocollage di Audrey Lam, che utilizza foto, disegni, ritagli di carta e di pellicola per raccontare storie percepibili da più punti di vista. Tra le altre opere che meriterebbero di essere citate, concludo con la divertente e imprevedibile composizione che Massimiliano Nazzi ha assemblato ridando vita a vecchi elletrodomestici. Il risultato è una scultura mostruosa in cui gli oggetti si accendono ad intermittenza in forma concertistica.

Oggi come oggi ci si reca alle mostre di arte contemporanea con un certo disincanto, reduci da visite a volte deludenti e poco coinvolgenti. A volte percepiamo una certa distanza tra noi e gli autori. Qui però gli artisti c'erano, erano presenti e disponibili al dialogo. Laddove un'opera d'arte è frutto di un'esperienza come il Corso, di confronto e relazione, essa si porta dietro tracce, elementi di un sensibile condiviso, ed è in qualche modo onesta.

Non aggiungo altro perché spero di avervi stuzzicato abbastanza e preferisco lasciarvi un po' di sorpresa. La mostra rimarrà aperta sino al 15 gennaio 2009 negli spazi della Fabbrica del Vapore del Comune di Milano e di Careof. Fateci un salto, non costa niente e il catalogo è in regalo.

Mostra degli allievi del CSAV - Fondazione Ratti

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