"Google Is Not The Map (GISNTM)" by Les Liens Invisibles



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Les Liens Invisibles sono gli autori di "Google Is Not The Maps", opera recentemente commissionata da L.X. 2.0 a questo giovane collettivo di artisti, maestri nell'arte del Fake (ricordiamo fra i più recenti il falso delle Olimpiadi di Pechino e il supporto all'operazione Anna Adamolo). Questa volta i Liens si occupano di mappe.

Ma il legame fra quest'opera e le precedenti è ben saldo: si tratta sempre di detournare la realtà, di mettere in discussione il concetto di informazione. Una critica che non lascia spazio neanche alle rappresentazioni del territorio, le mappe appunto (Google Maps in testa, da cui l'opera trae il titolo), che con le loro parole, diventano sempre più "illusorie". 35 le geoPoeMaps realizzate, una piccola collezione di destabilizzanti cartografie, dove sulla tanto familiare e scontata rappresentazione satellitare di Google piovono banane e fragole volanti (queste le mie preferite in assoluto), crescono fiori, mentre simboli inconsueti tracciano percorsi indipendentemente dalla volontà del fruitore. Se su queste mappe non riuscite a trovare la strada che cercate, fa parte del gioco: perdersi e perdere la certezza dei nostri punti di riferimento che consideriamo reali e scontati.

Tutto il resto, ve lo spiegano i Liens Invisibles nell'intervista, dove il gruppo immaginario risponde ad una domanda più o meno capitale che mi sono concessa il gusto di rivolgergli: la relazione fra software e realtà. Domanda che mi riservo di riproporre ad altri artisti nelle prossime interviste, non appena ne avrò l'occasione. Intanto grazie a loro per essere stati i primi.

ps.
Ho condotto questa intervista via mail con Guy The Bore, il portavoce ufficiale del gruppo. In realtà, non so esattamente con "chi" ho parlato, ma che importa: come direbbero loro stessi, infondo "Fake is a Fake"...

Google is not the Maps - Les Liens Invisibles
Google is not the Maps - Les Liens Invisibles
Google is not the Maps - Les Liens Invisibles

- Les Liens Invisibles: vi definite un "gruppo artistico immaginario", come nascono il nome e l'idea?

Se dovessimo indicarlo in termini non euclidei potremmo definire un collegamento invisibile (lien invisible) il legame che unisce due punti di un iperspazio in maniera del tutto arbitraria e al tempo stesso spontanea.
In questa straniante dimensione mentale tutto è possibile, perfino che un gruppo possa definirsi artistico, anche se pur sempre immaginario.

- Recentemente LX 2.0, un progetto di Lisboa 20 Arte Contemporanea, commissiona "Google Is Not The Map (GISNTM)": quali sono le caratteristiche principali e come e come si lega l'opera al percorso artistico svolto finora dal gruppo?

Google is not the map (GISNTM) nasce dall'esplorazione ludica del mondo e dello spazio cosmico attraverso i suoi strati linguistici, le sue rappresentazioni autoreferenziali e le sue interfacce software.
Il risultato tangibile di tutto questo è una ironica collezione di cartografie alterate e detournate, esplorabili attraverso 35 prospettive geoPoetiche. Attraverso ogni singola geoPoeMap - termine coniato per l'occasione dal mail artista Vittore Baroni durante il carteggio che ha proceduto la fase di realizzazione del progetto - vogliamo sottolineare l'approccio lirico e soggettivistico delle rappresentazioni cartografiche.
Anche se con un attitudine differente sotto il profilo politico e artivistico, il progetto prosegue idealmente la strada percorsa dai nostri lavori precedenti: se con i falsi realsificanti di A Fake is A Fake ponevamo in discussione il concetto di informazione come realtà, in GISNTM in maniera più radicale indichiamo come illusorie le onnipresenti rappresentazioni cartografiche che di giorno in giorno diventano sempre più la nostra idea di territorio.

"- ... il processo di creazione di una mappa si trasforma in una pratica priva di significato e astratta..." (citazione tradotta dal testo). Un'affermazione che non può non suscitare la voglia di approfondirla in un contesto - sociale e tecnologico - dove la mappa è un concetto sempre più centrale (dal GeoTagging, al GPS, al tracciamento di territorio, oggetti e persone via RFID)

Ciò che mettiamo in discussione non è tanto la mappa in sé quanto il sistema convenzionale di segni che ne regolano la grammatica. Parliamo di punti, linee e superfici che non esistono se non come volontà (di chi ne impone il potere persuasivo) e come rappresentazione schematica del reale. Rappresentazione che nel nostro contesto sociale e tecnologico diviene il modello predominante di percezione del territorio e che da sempre condiziona la nostra realtà: pensiamo, solo per fare un esempio, alle linee di demarcazione dei confini nazionali, perimetri inesistenti introiettati culturalmente a tal punto da diventare identitari e fomentare scontri, conflitti, discriminazioni.
Snaturate invece dalla loro principale funzionalità, la mappe di GISNTM diventano un oggetto linguistico di cui potersi riappropriare per ridefinire di volta in volta nuove cartografie del possibile


- Più di 35 le GeoPoeMaps realizzate per disarticolare la "normale" percezione del mondo e disegnare paesaggi inusuali e disorientanti:quali tecniche utilizzate e quali le scelte estetiche di fondo?

Il nostro punto di partenza è stato quello di considerare la mappa di Google come una tela, un supporto su cui produrre opere che avessero vita a sé come singoli quadri ma che visti insieme potessero apparire come sfaccettature di un'unica opera. Da qui la scelta dei nomi dei domini come titoli delle singole GeoPoeMaps, che permettono vari tipi di navigazione e diverse possibilità di accesso.
Ovviamente il supporto utilizzato non è un elemento neutro ma fortemente caratterizzante, con una propria fisica e una propria interattività sulla quale abbiamo introdotto un elemento narrativo poetico, ora stravolgendo il senso della rappresentazione cartografica aggiungendo elementi surreali (come fragole o banane volanti), ora sovvertendo il funzionamento "atteso" e lavorando sull'interfaccia e l'interazione, creando nuovi paradossali scenari in cui chi fruisce dell'opera deve cercare di adeguare la propria percezione del mondo rappresentato di volta in volta.


- E veniamo all'ultima domanda di carattere un po' generale, ma fortemente legata all'opera. "The world is my idea", citazione di Schopenhauer, introduce GISNTM: qual'è secondo Les Liens Invisibles la relazione software e produzione di realtà?

Ogni creazione umana fino ad oggi concepita ha sempre prodotto forme di realtà proprie: pensiamo nel caso di GISNTM alla cartografia e a quanto abbia inciso sul nostro modo di vedere - e dividere - il mondo.
Il fatto nuovo introdotto dal software rispetto ad altre forme di rappresentazione è la possibilità di innestare dei ragionamenti su inerti circuiti di silicio.
Questo ha permesso di creare forme di espressione che cercano di raffigurare non tanto il mondo fisico, quanto alcuni processi mentali.
Crediamo che sia questo il livello entro cui il software produce la propria realtà e non inseguendo simulacri del mondo reale, comunemente noti con l'ossimoro di realtà virtuali.
Ed è in questa non-zona che vogliamo collocare i nostri lavori, calcando la mano su certi atteggiamenti memetici fino a colorarli di surreale ironia.

[Nelle gallerie in basso, due esempi di geoPoeMaps: fiori e fragole volanti]

Google is not the Maps - Les Liens Invisibles

Google is not the Maps - Les Liens Invisibles
Google is not the Maps - Les Liens Invisibles
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