Tra la congiuntura politica ed economica e il fatto che pochi altri movimenti artistici hanno avuto tanta rilevanza e creatività in Italia e nel mondo, le celebrazioni sul Futurismo non sorprendono, anche se l’eccesso può eliminare l’effetto novità.
La mostra “Futurismo 1909 - 2009. Velocità + Arte + Azione“, da ieri a Palazzo Reale di Milano, si aggiunge alla lista, ma sembra tra quelle più esplosive organizzate fino ad ora, vista l’attenzione che la città - Milano Futurista - sta rivolgendo al centenario di questa avanguardia (vedi FuturisMI e finte risse) e l’incredibile raccolta di lavori selezionati per l’esposizione.
Sono circa 500 le opere che compongono l’evento (l’intero pian terreno del Palazzo), di cui la metà sono dipinti, disegni, sculture, mentre il resto è rappresentato dal paroliberismo ai progetti e disegni d’architettura, alle scenografie e costumi teatrali, dalle fotografie ai libri-oggetto e agli arredi, agli oggetti di arte decorativa, alla pubblicità e alla moda.
Futurismo 1909-2009. Velocità Arte Azione - Palazzo Reale - Milano
La mostra ha un taglio particolare. Non intende infatti soffermarsi solo su di un periodo (come avvenuto nella mostra a Parigi), o solo sulle relazioni con altri paesi (come in quella al Mart), o solo su di un aspetto specifico, sulla pittura e scultura, o solo sul personaggio Marinetti (come alle Stelline), ma estende la sua ricerca allo stile di vita che il movimento, in modo utopico, si era preposto di ridisegnare, abbracciando l’intera estensione dell’avanguardia (trent’anni, rispetto ai dieci di solito più celebrati). Inoltre l’esposizione documenta anche la cultura visuale in cui si formò il movimento (prima del Futurismo), partendendo dall’ultimo decennio dell’Ottocento, per terminare nella seconda metà del Novecento, dove viene illustrata l’eredità lasciata ad autori come Burri, Fontana, Schifano (dopo il Futurismo).
F.T. Marinetti è la figura fulcro che ha permesso il passaggio tra il prima e il dopo. Su di lui si sofferma la seconda sezione del percorso, diviso in seguito in decenni, nei quali si cerca di individuare la dominante estetica di ogni periodo.
Vista l’estensione del periodo analizzato e le opere raccolte, figurano nomi come Balla, Depero, Carrà, Boccioni, ma anche Medardo Rosso, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Dorazio e Balestrini.
C’è tempo fino al 7 giugno per visitarla.
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