
Il 15 maggio la tela di Mark Rothko intitolata “white center (yellow, pink and lavander on rose)” è stata venduta da Sotheby’s a New York, per la cifra record di 72,84 milioni di dollari.
La tela, 205×141 cm, dipinta nel 1950, dal 1960 apparteneva alla collezione del potentissimo banchiere David Rockefeller.
Il quadro è molto bello e possiede delle cromie raffinatissime.
Se si considera che dal vero le qualità delle opere di Rothko sono ampiamente maggiori di quelle trasmesse in foto, e che Rothko è forse il più grande astrattista dopo Kandinskij, allora si può dire che pagare questa tela 72,84 milioni sia stato, in fondo, un buon affare.
Lorenzo
18 mag 2007 - 20:27 - #1Un buon affare? Un OTTIMO affare! Per chi ha incassato.
Mi sa che Sotheby’s ha imparato da quello che ha cercato di vendere i post-it su Ebay…
odraode
19 mag 2007 - 11:30 - #2Lorenzo, come darti torto? Ho letto che Rockefeller nel 1960 per comprare quel quadro aveva sborsato “appena” 10000 dollari
claudia
20 mag 2007 - 23:56 - #3questa è un’OFFESA per l’ARTE per I VERI ARTISTI. Questa non è arte, l’arte è unione di SIGNIFICATO e TECNICA. l’artista è 1 uomo NON COMUNE, quello che c’e’ su quella tela lo può fare chiunque.
odraode
21 mag 2007 - 09:31 - #4A parte che non si può certo dire che Rothko non avesse tecnica, ma sei sicura, Claudia, che l’arte sia solo tecnica più significato?
claudia.
21 mag 2007 - 14:48 - #5L’arte non è solo significato e tecnica, ma penso che queste due cose stiano alla base di essa. Mi spiego meglio, secondo me, l’artista deve comunicare qualcosa, qualsiasi cosa, la sua può essere una provocazione, un suggerimento, una riflessione.. ma, sempre secondo me, deve anche possedere le capacità per farlo. Per me l’artista è prima di tutto un’osservatore, una persona che è capace di guardare un dettaglio anche per ore per poi smembrarlo nella sua mente, e ricomporlo sulla tela. L’artista ama i colori ed è capace di distinguere e ricreare anche le più sottili gradazioni. L’artista conosce le luci, le ombre, le proporzioni. Questa per me è la tecnica, quindi non riesco proprio a capire di quale tecnica parli quando ti riferisci a Rothko. L’artista deve essere in grado di riportare la realtà sulla tela. Ma naturalmente QUESTO NON BASTA, questa per me è SOLO LA BASE. Sarebbe riduttivo affermare che l’artista si limita a copiare la realtà. Per me egli deve conoscerla per poi poterla manipolare a suo piacimento e costruire la SUA realtà.L’artista ha occhi che gli altri non hanno, e il suo cervello deve lavorare al pari di quello di uno scienziato. Immagina uno scienziato che non sa quanto fa 2+2, tu lo chiameresti scienziato?Lo so, puoi obiettare l’arte è una cosa, la scienza è un’altra.Per me invece l’arte è una scienza. L’arte non può essere solo libertà, per me ci sono anche delle regole da rispettare. O vogliamo considerare arte anche uno scarabocchio su un foglio?perchè è a questo punto che stiamo arrivando, anzi, ci siamo gia arrivati.
Per farti capire che per me l’arte non è solo il ritratto o il paesaggio ti rimando a dei pittori che si inquadrano perfettamente all’interno mio concetto di arte: Alberto Abate, John Currin.
Ammetto di essere stata un po’ rude nel post precedente, è che purtroppo è nel mio carattere, quando mi sento offesa, rispondere con delle parole che possono suonare presuntuose.
odraode
21 mag 2007 - 21:00 - #6Non ti preoccupare Claudia, non sei stata affatto rude. Anzi le tue parole dimostrano la tua forte passione per l’arte e per la pittura.
Detto questo abbiamo idee differenti. Io non considero l’arte come una scienza, ma non so neanche dirti cosa sia per me l’arte.
Ti confesso però che se vedo un quadro di Twombly, che dello scarabocchio ha fatto un’arte, mi emoziono, senza sapermi giustificare.
Mi piace anche, e soprattutto, Rothko (se non hai visto le sue tele dal vero, fallo, sono un’altra cosa) perchè credo sia un “amante sincero” del colore.
D’altra parte la definizione di arte è personale, ognuno ne ha una. L’importante secondo me è cercare di far piazza pulita dei pregiudizi.