L’assessore dei Beni culturali della regione Sicilia, Lino Leanza, ha annunciato la firma di un decreto assessoriale che porrà il veto assoluto, per alcune tra le più pestigiose opere d’arte del parimonio siciliano, all’esportazione in altre regioni italiane o all’estero, in occasione di eventi espositivi.
Fin’ora i capolavri d’arte siciliani, non senza numerose polemiche, sono stati prestati con generosità a istituzioni italiane e straniere in occasione di mostre ed eventi espositivi, sottoponendoli spesso a veri e propri tour de force in giro per il mondo. La decisione è stata presa in seguito al deludente risultato in termini di ritorno economico della trasferta giapponese del Satiro, che non avrebbe solleciatato come si sperava, gli abitanti giapponesi a visitare la Sicilia.
Oltre alla scarsità dei flussi turisti indotti, sulla decisione di smettere col prestito delle opere d’arte sicialiana ,grava anche la spinosa questione del mancato ritorno della Venere di Morgantina e dei 14 argenti ellenistici che il Getty Museum di Malibù tarda a restituire. Inoltre mentre i capoalvori sicialiani sono richiestissimi dai musei di tutto il mondo protagonisti dei maggiori eventi espositivi, le istituzioni estere in cambio non inviano nei musei siciliani altrattanti capolavori.
Una domanda assessore: avete pensato a come valorizzare queste opere all’interno dei musei siciliani? Se non permetterete più loro di andare in giro per il mondo, come comunicherete al mondo la loro esistenza?
jean-Claude
16 mag 2007 - 15:55 - #1un’altra domanda: ma se il governo fosse di schieramento diverso, dopo l’appunto del capo del governo alla visita in Giappone (dov’era il satiro), tale decreto sarebbe mai stato sottoscritto?