Biennale 2013, Breathe, il respiro della natura nelle opere della coreana Kimsooja

Mentre Massimiliano Gioni, il giovane curatore della prossima Biennale che si aprirà il primo Giugno a Venezia, fa il giro europeo (a Roma è arrivato il 13 Marzo) ho sbirciato i programmi dei padiglioni orientali. Si preannunciano gli ingressi di dieci nuovi Paesi tra cui anche la Santa Sede nella Sala d'Armi e 150 artisti, ma mi ha incuriosito il Padiglione della Repubblica di Corea, dove l'anno scorso c'erano i video e le performance dell’artista Lee Yongbaekma. Quest'anno al Padiglione Giardini ci sarà la coreana Kimsooja per la quinta volta alla biennale con Breathe: Bottari.

i bottari di kimsooja artista coreana padiglione corea biennale

La Biennale dal titolo Palazzo Enciclopedico sarà un percorso tra i simboli e le immagini dell'arte in cui le installazioni di Kimsooja si inseriscono come percorso a ritroso nella sua terra d'origine e nei suoi ricordi raccontanti attraverso la poesia dell'arte. I bottari sono infatti fagotti di tessuti e brandelli di stoffe che si usano nella tradizione coreana e che kimsooja usa spesso nelle sue opere. A Venezia dovremo aspettarci un'installazione che comunicherà con lo spazio attraverso la propria forza cromatica ed elementi immateriali come il suono e la luce. I bottari diventano simbolo del lato misterioso dell'esistenza che conserva e rivela. Breathe è invece il respiro della natura in subbuglio. Kimsooja ha infatti si è ispirata alle sensazioni provate durante l'uragano Sandy, vissuto di persona.

Nata nel 1957 a Taegu, nella Corea del Sud, dopo gli studi di pittura a Seoul e a Parigi, nel 1998 Kimsooja si è trasferita a New York, dove vive e lavora.

Foto| Dal sito di kimsooja

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