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William Burroughs: Rejected from the Romaeuropa Web Factory Prize

Pubblicato: 25 feb 2009 da penelope.di.pixel

Commenti dei lettori

I am William Burroughs. I could not participate to RomaeuropaWebFactory…“. Inizia così la testimonianza dello scrittore cult per un’intera generazione di letterati e artisti dagli anni ‘50 ad oggi, che del cut-up hanno fatto un oggetto di studio, ricerca e produzione/rivoluzione culturale.

Escluso dalla competizione succitata proprio perché utilizza questa tecnica di remix letterario, William Burroughs è il primo grande personaggio che decide di unirsi alla versione detournata della competizione, il RomaEuropaFAKEFactory, diventandone testinonial d’eccezione. La competizione, un fake del tutto reale in tutti i suoi aspetti, è ormai supportata da una rete internazionale di oltre 60 partner fra artisti, intellettuali, network e istituzioni culturali del calibro di Derrick de Kerckhove, raccogliendo consensi in USA, Brasile, UK, Turchia e persino Palestina.

Ma le parole dello scrittore e la sua esclusione dal concorso al grido di “Questo non è un lavoro originale!” non sono lontane dalla realtà: il web-documentario “A sud di Pavese” è stato rifiutato perché “interattivo”, nonché per mancanza di una categoria adeguata.

Intanto godetevi questo inedito Burroughs, che da qualcuno è già stato definito un “mantra devastante”.

[Nel proseguio dell’articolo, traduzione del testo dall’inglese. “William Burroughs - Rejected from the Romaeuropa Web Factory Prize” è una produzione ArtisOpenSource per REFF]

“Sono William Burroughs.
Non posso partecipare a Romaeuropa Web Factory.
Dannazione a quegli idioti, non capirebbero l’arte nemmeno se gli andasse a sbattere in faccia.
Ombre profonde si estendono sulla cultura quando la cultura non riesce a stare al passo con il mondo in cui vive.
Non posso partecipare a RomaeuropaWeb Factory.
Non posso partecipare perché sono un vecchio uomo, che ritaglia pezzi di carta, alla ricerca di poesie nascoste, letterature dimenticate, in cose gettate via, dimenticate, seppellite nella spazzatura.
Sono William Burroughs.
Non posso partecipare a Romaeuropa Web Factory.”

William Burroughs, diventato famoso per la sua tecnica del cut-up, che consentono la creazione di magnifiche composizioni letterarie, remixando pezzi lavori esistenti, è stato respinto dalla sezione letteraria del RomaEuropa Web Factory.

“Questo non è un lavoro originale!” ha esclamato la giura.

William Burroughs adesso si è unito al RomaEuropaFAKEFactory

—–ORIGINAL VERSION IN ENGLISH—–

“I am William Burroughs.
I could not participate to RomaEuropaWebFactory.
Damn those bloody suckers couldn’t tell art if it hit them in the forehead.
Deep shadows, close down over culture when culture is not able to catch up with the world it lives in.
I could not participate to RomaEuropaWebFactory.
I could not participate because I am an old man, cutting up pieces of paper, lookig for hidden poetry, forgotten literatures in things that have been thrown away, forgotten, put away, stashed in the trash.
I am William Burroughs.
I could not participate to RomaEuropaWebFactory.”

William Burroughs, famous for his cut-up technique, allowing for the creation of beautiful literature compositions by remixing pieces of existing works, was rejected from the literature section of the RomaEuropa Web Factory.

“This is not original work!” was the scream of the Jury.

William Burroughs now joined RomaEuropaFAKEFactory, here:

http://www.romaeuropa.org/

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di valium

    valium

    26 feb 2009 - 19:32 - #1
    0 punti
    Up Down

    l’arte sta cambiando… non ha granchè senso l’attuale mondo dell’arte, a meno di non cambiargli nome.
    il mondo dell’arte sta diventando il luogo dove grandi intermediari fanno iniziative volte a promuovere sè stessi piuttosto che chi produce arte e cultura.
    in questo senso siamo tutti rejected, anche se li vinciamo questi 5mila euro del romaeuropa web factory.
    perchè queste iniziative non sono nè per gli artisti, nè per il pubblico. sono solo per i produttori.
    proprio come il diritto d’autore e la attuale tutela della proprietà intellettuale sono fatti per proteggere gli interessi dei grandi intermediari (distributori, produttori, multinazionali), e non sicuramente a tutela degli artisti, che beneficierebbero, e di molto, dall’usare le nuove tecnologie per gestire in indipendenza le proprie produzioni. magari usando qualche modello collaborativo.
    bella iniziativa.

  • Profilo di penelope.di.pixel

    penelope.di.pixel

    28 feb 2009 - 00:06 - #2
    0 punti
    Up Down

    ciao valium,

    mi colpisce il tuo commento e scusa se ti rispondo con un po’ di ritardo: cogli realmente molti delle motivazioni, a livello sistemico, che muovono, stanno muovendo e hanno mosso l’iniziativa del REFF, in particolare il fatto che anche gli artisti vincitori di questi 5.000 euro sarebbero dei “rejected”…
    fa piacere sentirlo e ti ringrazio anche da parte di tutto gli altri partner (staff e sostenitori, ormai davvero tantissimi), grazie ai quali tutto questo sta prendendo vita e si sta evolvendo.
    anche quando parli di tecnologie come strumenti per gestire la propria identità in modo autonomo, beh, siamo molto lontani da tutto questo e le tendenze attuali sembrano non andare affatto in questa direzione.
    se ti capita, questa settimana c’è un articolo di de Kerckhove sull’Espresso, che pone seri dubbi sui modelli di politica culturale e di gestione del copyright promossi da iniziative come il Romaeuropa WebFactory

    buona notte e stay tuned ;)