Il 5 aprile arriva a Palazzo dei Diamanti di Ferrara “Morandi. L’arte dell’incisione”, la mostra dedicata all’intera opera calcografica di Giorgio Morandi. Si tratta di 138 acqueforti e dell’unica xilografia che l’artista ha considerato valida per essere conservata e divulgata (e che quindi non è stata eliminata come molte altre).
Soprattutto recentemente abbiamo segnalato su artsblog mostre sull’arte dell’incisione, genere a cui si sono dedicati maestri come Dürer, Parmigianino, Rembrandt, Barocci, Piranesi, Goya e Picasso, capitolo quindi importante della storia dell’arte anche se la stampa è stata spesso considerata un genere minore. Ed è stato così anche per Morandi, che le ha dedicato la stessa attenzione rivolta alla pittura, trattandola come ricerca artistica autonoma.
L’artista cominciò ad interessarsene intorno al 1910/1911, quasi contemporaneamente alla pittura e continuò fino quasi alla sua morte avvenuta nel 1964. Un autodidatta che intraprese una vera e propria ricerca, fatta di tentativi e pazienza. Dopo i primi anni di sperimentazione (intorno agli anni Venti), l’acquaforte finì per divenire la sua tecnica prediletta.
Lo scopo della mostra è quello di dimostrare quanto l’incisione sia per lui determinante nel giungere alla trasfigurazione del soggetto in valori di chiaroscuro, eliminando ogni interesse per una rappresentazione realistica, ma conservandosi aderente al visibile ed evitando l’arbitrarietà dell’astrazione.
La mostra chiude il 2 giugno.
Morandi. L’arte dell’incisione - Palazzo dei Diamanti - Ferrara


