Un risveglio nel blu dell'universo con la video installazione di Michele Zaza

Respirare un'insolito senso del magico pur rimanendo ancorati con i piedi per terra si può. La Giorgio Pesaro di Torino fino all'8 Giugno ci farà compiere un affascinante salto nell'universo di Michele Zaza, artista pugliese che ha sempre portato la sua ricerca ai confini dell'irreale.

michele zaza mostra a Torino risveglio della natura

Il Risveglio del Paesaggio, titolo della mostra, sarà un percorso in cui saremo aiutati dalla nostra capacità di saper fondere arte e vita, corpo e mente, realtà e finzione per entrare in uno spazio dove ogni illusione scompare.

Per la galleria l'artista ha pensato ad un'installazione-video così imponente che avremo l'impressione di essere catapultati in una dimensione lontana anni luce. Il colore blu intenso dello sfondo, è interrotto da volti di un uomo e di una donna in un lento movimento. La frontalità dei visi ritratti in primo piano, che richiamano ad un dualismo ormai trasformatosi in armonia, aumentano il senso d'attesa per la scoperta graduale dei particolari più significativi.
L'artista vive una condizione di metamorfosi totale con il cosmo, soprattutto dopo tanti anni di ricerca in cui si allontana dalla particolarità del soggetto fotografato per avvicinarsi al senso simbolico di ciò che esprime. Da sempre Michele Zaza ha utilizzato il corpo e in particolare il volto per esprimere il senso dell'energia universale, motore dell'esistenza. A Torino potremo vedere anche le fotografie meno recenti dell'artista che dal 1970 ad oggi tra riconoscimenti internazionali e dimenticanze del mondo dell'arte, ha compiuto un percorso frutto di riflessioni.

Al di là dei riconoscimenti ufficiali quello che più colpisce di Michele Zaza e che cattura l'osservatore, è il bisogno di esprimersi attraverso la fisicità, anche la sua, attraverso vere e proprie performances teatrali. E' la fisicità che si libera dalle proprie limitazioni per porsi in armonia con l'universo.
Calma e silenziosa attesa si sprigionano dalle foto di Zaza, dove gli elementi di recupero come l'ovatta o vecchi sacchi rendono ancora più misterioso lo scambio tra finzione e realtà, innescando un meccanismo nell'osservatore di un divertente e "assurda" scoperta.

Foto| Galleria Giorgio Pesaro, Torino

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