Digital Freedom Virus. Breve cronaca di un contagio

Ieri pomeriggio, su segnalazione di una collega giornalista, sono andata a curiosare sul sito di Romaeuropa Webfactory e la notizia che mi aveva dato per telefono è vera: il concorso ha modificato i termini legali di gestione del copyright.

Sulla home page del sito c'è infatti una comunicazione che informa i partecipanti di quanto segue :
"I Promotori di Romaeuropa Webfactory annunciano una revisione al Regolamento del concorso al fine di chiarire che la titolarità esclusiva dei diritti di sfruttamento economico inerenti alle opere rimarrà in capo agli autori. Questi ultimi concedono ai Promotori esclusivamente il diritto di ogni loro utilizzo nell'ambito delle attività culturali, artistiche, divulgative, pubblicitarie e/o promozionali istituzionali relative al concorso e/o ad attività ad esso correlate."

Ciò significa due cose:
1. che la cessione dei diritti unilaterale, in via esclusiva e perpetua (prevista dal disclaimer legale originario), si trasforma in una licenza per usi specifici, relativi alle attività culturali e di promozione delle opere legate al concorso;
2. che il concorso RomaeuropaFAKEFactory e il confronto pubblico con la Fondazione Romaeuropa Festival avviato proprio su questo blog a gennaio, ha avuto delle ricadute concrete, innescando un processo reale di mutazione, di contaminazione, di innovazione.

Una delegazione della Fondazione ha inoltre partecipato alla conferenza di presentazione del REFF svoltasi in senato il 20 marzo e se l'operazione RomaeuropaFAKEFactory si fosse posta dall'inizio in una contrapposizione dialogica, avremmo usato gli slogan e l'arroganza del vincitore. Ma così non è. E' questa invece la storia di un contagio felice. Il virus di libertà digitale propagato dal RomaeuropaFAKEFactory è stato capace di contaminare, diventando agente di trasformazione. Alziamo quindi assieme i calici a questa infezione libertaria e soprattutto a una modalità di azione che alla contrapposizione dialogica dei soggetti (vintiVSvincitori) sostituisce il principio di interazione, relazione, trasformazione attiva della realtà, nel rispetto e nell'accettazione della coesistenza. In questo senso la vittoria è condivisa: fra chi è stato agente di cambiamento e per chi si è fatto contaminare, mettendo in discussione le sue posizioni iniziali.

Intanto il concorso RomaeuropaFAKEFactory procede speditamente.

Mentre iniziano ad arrivare le prime opere (fra gli iscritti segnaliamo la presenza del noto Luther Blisset), è online la nuova versione del sito, una piattaforma di gestione per competizioni artistiche che sarà rilasciata con software opensource: pensato in particolare come strumento per le realtà indipendenti, il sofware sarà a disposizione di chiunque lo voglia utilizzare e personalizzare.

La data di scadenza per la partecipazione è inoltre posticipata al 21 giugno 2009. Con l'aggiunta di due nuovissime sezioni: 100Spaces per architettura e design, e 100Flash per la GifArt, una nuova disciplina che valorizza la produzione di flyers, banner e avatar prodotta in formato Gif.

Concludiamo l'aggiornamento con una news. Per chi non lo sapesse, il 2009 è l'Anno europeo della Creatività e dell'Innovazione ed è di questi giorni l'ingresso del RomaeuropaFAKEFactory nel calendario ufficiale delle iniziative italiane ritenute rappresentative a livello europeo.

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