I curatori della mostra “Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti”, allestita a Venezia in occasione della Biennale d’arte, hanno invitato alcuni artisti italiani e internazionali a reinventare il linguaggio futurista, proprio ispirandosi al loro fondatore. Ne è uscito un vero e proprio mosaico di tendenze e stili: il primitivismo fotografico di Matteo Basilé, i colori accesi di Sandro Chia, le sculture in legno di Aaron Demetz o le composizioni di Luca Pignatelli, create con colori acrilici, ferro, polvere di piombo e tela.
Sono tutti artisti dalla grande personalità (un esempio per tutti, Aaron Demetz). Ebbene, ci pare interessante che questi artisti abbiano dato il proprio contributo (di soggetto e stile) alla celebrazione di Marinetti, perché attraverso le proprie opere insegnano a vedere il futurismo da una prospettiva differente. E non è poco, vista la recente (pur piacevolissima) indigestione di futuristi “doc”.
La domanda da porsi, a questo punto, è: cosa penserebbe di queste opere il “furioso” Marinetti?
Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti.
Dal 7 giugno al 22 novembre
Esposizione internazionale d’arte di Venezia,
Nuovo Padiglione Italia alle Tese delle Vergini dell’Arsenale.
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