Scapigliatura: una mostra a Milano.

La Scapigliatura, a Palazzo Reale

Dopo la mostra dedicata a Monet, presentiamo una nuova esposizione che aprirà a Palazzo Reale dal 26 giugno, “Scapigliatura. Un 'pandemonio' per cambiare l'arte”.

250 opere tra sculture, dipinti, incisioni e grafiche testimonieranno quel movimento artistico e letterario che, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento fino all'inizio del Novecento, coinvolse tutte le arti in un grande rinnovamento. Il movimento nacque proprio a Milano e con la sua azione toccò anche i costumi e le ideologie della società italiana del tempo, nonostante non fosse una vera e propria "scuola" e non avesse una poetica espressa in manifesti o scritti teorici.

Il termine “Scapigliatura” venne usato per la prima volta da Cletto Arrighi come titolo del suo romanzo “La scapigliatura e il 6 febbraio” (1861-62), in cui si narra la vicenda milanese di un gruppo di ribelli e scontenti: "...vero pandemonio del secolo...serbatoio...dello spirito di rivolta e di opposizione a tutti gli ordini stabiliti”. Gli scapigliati erano personalità libere, unite dall'insofferenza e dal disagio di vivere, dalla ribellione contro il buonsenso borghese e la cultura tradizionale.

Il merito della Scapigliatura? Aver fatto emergere in Italia il conflitto tra artista e società. In mostra, opere di Federico Faruffini, Daniele Ranzoni, Tranquillo Cremona, Giuseppe Grandi e Medardo Rosso tra i tanti. Fino al 22 novembre.

La Scapigliatura, a Palazzo Reale
La Scapigliatura, a Palazzo Reale
La Scapigliatura, a Palazzo Reale
La Scapigliatura, a Palazzo Reale
La Scapigliatura, a Palazzo Reale

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