Ai Weiwei alza il velo a La Biennale d'arte 2013

Pochi giorni dopo aver rilasciato online Dumbass, il primo videoclip estratto dal suo album heavy metal, Ai Weiwei alza il velo sui suoi lavori alla Biennale di Venezia, dove espone tre opere di grandi dimensioni.

Come vi avevamo anticipato si parte da Bang (2013), l'opera ufficiale di Ai Weiwei per il padiglione tedesco, una foresta in tensione composta di 886 sgabelli di legno aggrovigliati fra di loro.
Si passa poi a Sant'Antonin, allestito dalla Lisson Gallery. Qui Ai Weiwei presenta un'installazione costituita di sei grandi scatole di metallo arrugginito poste al centro della navata di una chiesa veneziana del VII secolo. Realismo comunista e poetiche del contemporaneo nel cuore dell'antica Venezia. Il titolo, SACRED 2011-2013, è un acronimo che sta per Supper, Accusers, Cleansing, Ritual, Entropy and Doubt (cena, accusatori, pulizia, rituale, entropia e dubbio).
Sei diorami in vetroresina e ferro, sei scatole alte 1,5 metri e larghe 3,5 metri, sobrie ed eleganti, invitano a sbirciare dentro. Subito ci si sente come guardoni. Al loro interno si trova testimonianza di una certa intimità dell'artista, una serie di scene dalla detenzione, in cui Ai Weiwei è intento alla sua vita quotidiana in carcere – la doccia, i pasti, le chiacchiere, con due guardie sempre al suo fianco.
Infine Ai Weiwei è presente nel Project Space Zuecca sull'isola di Giudecca con Straight, 150 tonnellate di acciaio tondo schiacciato dalle scuole distrutte nel terremoto del Sichuan del 2008.

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