Il più grande fotografo del mondo: Robert Capa

Morte di un miliziano lealista, Cerro Muriano, Spagna, 5 settembre 1936 - Robert Capa

L'affermazione il più grande fotografo del mondo: Robert Capa, si deve a Gerda Taro, compagna di professione e di breve vita (muore a 27 anni in Spagna) del celebre fotoreporter, a sua volta fotografa (che la morte precoce e l'appartenenza al genere femminile non ha certo aiutato, in una carriera che avrebbe potuto essere straordinaria). Si capiscono molte cose e se ne imparano delle altre nella mostra "Questa è la guerra! Robert Capa al lavoro" insieme alla retrospettiva su Gerda Taro al Forma di Milano, che pecca nel non concedere(ci) immagini per i post, ma organizza delle esibizioni davvero interessanti.

Nello spazio le prime sale sono dedicate a Gerda Taro e ai suoi scatti, rivolti tanto ai momenti d'azione quanto a quelli di vita quotidiana in tempi di guerra. Tutto il resto è occupato dalle fotografie di Capa (realizzate con Taro e anche con Chim) e dai reportage più famosi, da quello sulla guerra civile spagnola, alle immagini dello sbarco in Normandia, passando per la Cina.

Non poteva mancare la foto della morte del miliziano lealista, caduto nella battaglia a Cerra Murano il 5 settembre del 1936. Apparsa sulla rivista "Vu", di cui sono riportate le pagine insieme ai provini a contatto, questa fotografia è stata oggetto di molte discussioni riguardo alla sua autenticità. Come ormai sostenuto da molti, e dopo lunghe indagini, si è giunti alla conclusione che l'immagine è vera e non costruita. Il miliziano è l'unico morto di quel giorno e come registrato negli archivi ufficiali il suo nome è Federico Borrell Garcia. Lo scatto in mostra, da quel che mi sembra aver capito è una stampa originale dell'epoca.

C'è il reportage in Cina, realizzato nel 1939, quando Capa era al seguito come secondo cameramen del regista Jaris Evans, occupato a realizzare il film "400 million". Una grande occasione per il fotografo, sia per seguire le riprese sia per realizzare i propri scatti apparsi poi su Life. C'è il servizio sulla battaglia di Rio Segre, mai pubblicato per via della scomparsa dei negativi, ritrovati e inviati nel 2007 all'ICP di New York, dentro a tre scatole ed esposti fino al 21 giugno al Forma.

Tanti scatti, inclusi i momenti dello sbarco in Normandia, resi ancora più drammatici perché volontariamente sfocati da Capa, immagini che sono diventate tra i più grandi manifesti di pace di sempre.

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