Donne e futurismo

Un libro di Francesca Brezzi recentemente uscito per Mimesis ricostruisce il rapporto intenso e controverso tra l'universo femminile e il futurismo. “Quando il futurismo è donna. Barbara dei colori” ripercorre una storia di odio ed amore. Per primo Marinetti nel Manifesto del 1909 dichiara di voler «Glorificare il disprezzo della donna, [...] ninnolo tragico». Il sesso debole per i futuristi è responsabile delle schiavitù d'amore, permeato di una moralità pacifista e perdente.

Sul versante opposto della misoginia, il futurista ama e frequenta la donna audace, libera, che sfida l'uomo sul suo stesso terreno. Ecco quindi le esperienze delle donne futuriste, scrittrici, pittrici, come Benedetta Cappa, moglie del Marinetti. Il libro di Francesca Brezzi chiarisce quali artiste si limitarono ad accettare e promuovere l'ideologia maschilista alla base del movimento e quali osarono e rinnovarono.

Ecco quindi il “Manifesto della Donna futurista” di Valentine de Saint-Point che nel 1912 aveva avuto la visione di una donna emancipata ed indipendente. E poi Olga Biglieri Scurto, in arte Barbara dei colori, eclettica artista che dal futurismo approdò al femminismo e al pacifismo, alla cui figura è dedicata la seconda parte del libro.

Barbara e Benedetta
Barbara
Barbara
Benedetta

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