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Speciale Banksy Vs Bristol Museum [Atto 2, scena 2 - Il Deposito]

Pubblicato: 02 ago 2009 da penelope.di.pixel

banksy vs bristol Museum - il deposito

Il resto dell’ambiente è completamente invaso di opere. L’ho chiamato “Il Deposito” volendo con questo non sottolineare il caos o la sensazione di qualcosa di abbandonato, ma la quantità impressionante di materiale che vi è raccolto, una summa di simbologie, immagini, suggestioni che hanno affollato la mente di Banksy e che sono state riversate in questa stanza: quindi un deposito simbolico.

Principalmente siamo di fronte a tele, piccole, medie o anche grandi. E a due installazioni. Un bidone della spazzatura in metallo dentro il quale c’è un quadro con una scritta prodotta attraverso una colata di vernice bianca: “è qui che io dipingo“. La linea fuoriesce dal quadro debordando sul bidone e lungo il il pavimento, con un messaggio preciso: “i miei quadri adesso li vedete appesi in un museo, ma vengono da un’altra parte…”. L’altra è invece la riproduzione di un pezzo di strada in mattoncini graffitata, di minore impatto. Tutt’intorno, ogni pezzo di parete è occupato e, nonostante le opere siano estremamente ravvicinate, l’effetto complessivo è molto armonico.

Ecco la prima immagine che si incontra subito dopo il suo studio. Una Marlyn Monroe ritratta su una bottiglia con un dente in meno. E ancora icone della guerra, dello sfruttamento (come il bambino africano con la maglietta “I Hate Monday” o l’altro che spinge un risciò con sopra due obesi occidentali, intenti a fotografarsi via cellulare), una bambina kamikaze, un altare della patria, un parlamento fatto di scimpanzé, ancora icone classicità ironicamente rivisitate con nasi finti, baffi, freccette appiccicate sulla fronte, un grafico che mette a confronto la crescita della repressione poliziesca con la produzione degli street artist dove la linea è un getto di pittura… Due i miei preferiti. Uno, lo avete intuito, è questa tela formato gigante con militari ancora in assetto da sommossa che corrono in questo verde brillante raccogliendo delicate margheritine gialle. L’altro è un quadro di dimensioni più ridotte, quadrato, dove una donna di mezza età con grembiule e occhiali intenta a sistemare amorevolmente il fazzoletto che copre quasi per intero la faccia del figlio punk: l’immagine di un impossibile e tenerissimo idillio familiare inglese, dove un conflitto generazionale di dimensioni gigantesche viene momentaneamente risanato. L’ultima tela e ancora un messaggio dissacrante rivolto al pubblico: su un quadro preesistente una scritta rosa acceso invita tutti all’uscita a comprare i gadget della mostra…

Prossima tappa: “Lo Zoo”.

Banksy Vs Bristol Museum - Il Deposito
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