Tra i vari opening in occasione di Start, a mio avviso vale sicuramente la pena di segnalare la mostra “Dictionary”, prima personale italiana di Kutluğ Ataman, uno dei più importanti e interessanti artisti contemporanei turchi. La mostra aprirà il 18 settembre presso la galleria Francesca Minini, e rimarrà aperta fino al 7 novembre.
Artista e filmmaker, Ataman (1961) presenta a Milano il suo nuovo progetto “Mesopotamian Dramaturgies”, incentrato sulla globalizzazione e le sue contraddizioni nelle realtà del mondo turco. I video in mostra saranno The Complete Works of William Shakespeare, English as a Second Language e Strange Space, tutti incentrati sul tema del linguaggio e le riflessioni che l’inglese come lingua globale offre.
In breve… il primo è la trascrizione a mano dell’intero corpus di Shakespeare, con la calligrafia dell’artista che scorre sullo schermo. Nel secondo, due turchi che non sanno l’inglese leggono a voce alta i testi senza senso del poeta Edward Lear. Strange space è invece un’installazione: girato in un’area desertica della Turchia orientale, il video mostra l’artista che cammina bendato in un grande spazio. Da guardare e da pensare. L’intero progetto verrà riproposto al MAXXI di Roma nel 2010, in occasione di una nuova personale di Ataman che probabilmente coinciderà con l’ormai quasi prossima inaugurazione del museo.