Aprirà a Palazzo Ducale il 9 settembre, in concomitanza con Festivaletteratura, la personale di Stefano Arienti, “Arte in-percettibile”: il risultato dell’unione tra un luogo così bello, e difficile, e un’artista così poetico e dal grande impatto estetico sarà inevitabilmente speciale.
Carta, cartone, stoffa, corda, ciottoli, vetro, plastilina, disegno e pittura: Arienti da vent’anni elabora tecniche e procedure per testare le potenzialità dei materiali del quotidiano, e in questa mostra lo farà con 15 installazioni, alcune delle quali inedite, inserite sia in spazi noti, sia in parti del palazzo appena restaurate. Arienti, che nasce come studente di agraria, è davvero uno dei più interessanti artisti contemporanei italiani, capace di incantare e generare giudizi positivi sia in un pubblico eterogeneo sia nel mondo della critica.
Oltre alla mostra di Palazzo Ducale, segnaliamo che la (sempre speciale) Galleria Corraini ospiterà “Stefano Arienti e Giovanni Ferrario. La danza delle polveri”. Da non perdere. Le immagini della gallery sono di Ferdinando Scianna, che ha seguito e seguirà gli interventi dell’artista in loco al fine di realizzare scatti per un volume di prossima pubblicazione. La mostra di Palazzo Ducale rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2010, e anticipiamo che Stefano Arienti sarà presente in mostra il 3 ottobre, in occasione della V Giornata del Contemporaneo.
giovanni leto
03 set 2010 - 13:11 - #1Lettera aperta
Sono a far sapere che dal 2006 circa, Stefano Arienti, non trova di meglio che rifare il mio personalissimo gesto di attorcigliare la carta, gesto che dal 1985 caratterizza la mia ricerca: i miei “Orizzonti”, le mie successive opere oggettuali ed installative degli anni ’90 e quelle di questo ultimo decennio.
Un esempio vistoso di questo vero e proprio indegno saccheggio è nella produzione che egli è andato ad esibire a New York alla Lehmann Maupin Gallery, poi in Italia in varie sedi espositive ed ora nell’opera presentata di recente al MAXXI di Roma, che ricalca in tutto le mie “Liane” in carta di giornale ritorta, eseguite nel 2003 e pubblicate sia nel catalogo della mia personale al “Museo Guttuso” a Bagheria, sia nel mio sito.
Qualsiasi altro artista, nel copiare, avrebbe almeno tentato di aggiungere qualcosa di proprio, Arienti no! Non è stato capace neanche di questo minimo sforzo e ciò la dice lunga sulla sua tanto apprezzata “capacità – come dicono – di reinventare un materiale”.
In seguito a questa mia pubblica denuncia, il nostro ha saputo soltanto premurarsi a far cambiare nella scheda del MAXXI che accompagna quell’opera la data di realizzazione ampliandola a dismisura (1986 -2004, neanche si fosse trattato per lui di affrescare la Cappella Siistina). Farà lo stesso con l’opera che si accinge a presentare nella mostra La scultura italiana del XXI secolo che si terrà ad ottobre a Milano, opera già pubblicata in Exibart?
Per sua sfortuna sono i suoi stessi cataloghi a smentire tutto, a mettere in risalto la sua malafede.
Vogliamo continuare a promuovere surrogati?
Non ci lamentiamo però delle mercanzie contraffate dei cinesi perchè almeno quelle non sono costose.
Giovanni Leto
24 luglio 2010 alle 11:32