
Tra le notizie di ieri a Londra, anche questa… Dopo 6 lamentele dirette, l’Advertising Standard Authority (ASA) britannico ha deciso di vietare in tutto il Regno Unito la pubblicità del mosaico Bisazza che ritrae(va) una geisha legata da una corda, naturalmente distesa sul prodotto dell’azienda.
L’Authority si è evidentemente documentata, e citando una disciplina del bondage giapponese chiamata “kinbaku”, afferma che la donna “viene mostrata mostrata in una posa sottomessa, in cui risulta visibilmente turbata, e viene mostrata con il kimono alzato per mostrare la coscia”. Dunque l’immagine “suggerisce una violenza sessuale”. L’azienda vicentina ovviamente si difende, dicendo che le foto di Nobuyoshi Araki sono un’espressione di arte. Immagini sì sensuali, ma pur sempre artistiche, non violente e non istigatorie…
Mah. L’immagine che vedete è, ahimè, l’unica diffusa alla stampa qui in the UK… ma un’idea della campagna pubblicitaria potete farvela guardando qui, nella sezione “advertising”. Che ne pensate?
Miskin
01 ott 2009 - 11:27 - #1lo sguardo che traduce l’oggetto sarà artistico, ma l’oggetto è pur sempre una violenza.
Ora, più che altro mi domando: l’arte “giustifica” qualsiasi contenuto?
il tutto mi ricorda un pò le veline che si fanno ritrarre poco vestite (scusate l’uso stereotipato e un pò grezzo ma mi serviva il riferimento) però sono foto artistiche quindi non sono in realtà donne di facili costumi ma … muse ispiratrici?
l’arte come etichetta è piena di contenuto edificante che spesso viene utilizzata per trasformare un contenuto in un altro, per creare distinzioni, per innalzare la qualità e il punto di vista/giudizio di chi si appropria di tale etichetta.
ebisu
02 ott 2009 - 12:19 - #2Non c’era bisogno di arrivare a foto ambigue per publicizzare del mosaico…sarebbe bastata la semplice geisha con il suo bellissimo kimono. L’aspetto “sessual-erotico” è il vero abuso della pubblicità d’oggi. Non c’è alcuna relazione con il prodotto. Il vero problema nasce dal fatto che la foto è nata per pubblicizzare il mosaico e non l’inverso…in quel caso sarebbe stata “arte fotografica con una punta di erotico-bondage”.