STREET FOOD ESCORT

Dopo FOODPAWER, Franca Formenti ci presenta una nuova performance in cui il cibo è nuovamente protagonista: STREET FOOD ESCORT.

Location: il centro storico di Milano, dove una giovane donna distribuisce cibo per strada, invitando i passanti gentilmente a favorirne. "Una sperimentazione per capire come un individuo accetti caramelle da una sconosciuta, interagisca con lei e quanto sia importante la fruizione del cibo ora e perchè, soprattutto in un momento dove la paura e l'ansia regnano indisturbate sulla metropoli milanese", come si legge nello statement artistico, che propone una riflessione su alcuni aspetti della realtà contemporanea: il cibo "sempre più protagonista della nostra epoca, di nuovi cyborg che affidano alle papille gustative la loro appartenenza a un mondo sempre piu digitale, virtuale, solitario ma ancora legato ad una realtà decadente e sempre più buia.".

La perfomance ha come sfondo l'ordinanza che nel territorio milanese impedisce la distribuzione pubblica di cibo, provvedimento che (leggittimamente) desta sospetto, rabbia e inquetudine (e non solo a Milano). L'azione artistica non intende entrare nel merito della polemica se l'ordinanza è democratica o no, interrogandosi piuttosto sul significato sociologico di come l'atto di mangiare messo fuori legge si carichi ulteriormente di significato e fascino.

Il testo si conclude tuttavia ammiccando in modo sorridente e acuto a uno scenario in cui la bottega artigiana viene associata a un coffee shop, dove il cibo "lo puoi consumare solo all'interno, non in giro :-) Usciremo tutti strafatti da questi luoghi di perdizione?". Intanto, se i passanti intervistati rivelano dubbi e perplessità sull'ordinanza, tutti accettano senza battere ciglio cibarie e vino offerti dalla Food Streeet Escort (Emanuela Lusnno) e da uno Wine Pusher d'accezione, Dan Lerner...

Mi ero già occupata di FOODPOWER e posso affermare che il concept di questa nuova performance della Formeti si sta evolvendo in direzioni non solo interessanti, ma capaci di legare il percorso artistico a forme di attivismo e critica sociali decisamente efficaci.

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