Il dio delle piccole cose


Riparte l'attività espositiva di Casa Masaccio – Centro per l'Arte Contemporanea a San Giovanni Valdarno (Arezzo). Con Il Dio delle piccole cose il curatore Pier Luigi Tazzi (recentemente nominato achef curator della Aichi Triennale 2010 a Nagoya, in Giappone) presenta alcuni giovani artisti dell’Asia Orientale e Sud-Orientale - Uematsu Takuma, Mitzunori Kimura, Mizuno Katsunori, il gruppo di lavoro Ine wo Ueru hito, Maitree Siriboon, Jirayu Rengjaras, Liang Yuanwei, insieme ad un’artista toscana, Leonora Bisagno.

Il massimo comune denominatore tra gli autori è rappresentato da una propensione, una sensibilità estetica che prescinde da effetti spettacolari, per arrivare a descrivere la sostanza del segno, sia esso sottile e leggero. Il titolo riprende quel The God of Small Things, romanzo di Arundhati Roy, con i cui contenuti l’esposizione ha un rapporto di tipo indiretto. La derivazione dei modelli espressivi occidentali, la separatezza individuale verso un percorso operativo coriginale e isolato sono tratti distintivi dei giapponesi Uematsu Takuma (1977, scultura, disegno, installazioni), Mitzunori Kimura (1983, scultura e disegni), Mizuno Katsunori (1982, film e video) e del gruppo Ine wo Ueru hito. Dalla Thailandia Maitree Siriboon (nato nel 1983, pittura, fotografia e video), Jirayu Rengjaras, (nato nel 1980, pittura). Dalla Cina Liang Yuanwei (nata nel 1977 fotografia, pittura e installazioni). Infine l’italiana Leonora Bisagno (1977 video e disegno).

Riprendendo un pezzo del catalogo di Tazzi, “le posizioni marginali e minoritarie, che contraddistinguono ciascuno di questi artisti, il cui isolamento, costitutivo e determinato nella sua essenza, finisce con il produrre visioni particolari, germinali, di estrema suggestione, in un universo come quello dell’arte attuale, dove dappertutto l’omogeneizzazione ai nuovi canoni degli stili, della moda e del mercato ha spesso come esito works that look like art“.

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