Al museo di Roma in Trastevere, fino al 14 febbraio, si potrà visitare la mostra “Marianne Werefkin. L’amazzone dell’avanguardia“. Più di 80 opere tra tempere, disegni e schizzi ci mostreranno il percorso artistico della pittrice che, nata a Tula, in Lituania, nel 1860, e morta ad Ascona, in Svizzera, nel 1938, aprì le porte alla più famosa arte astratta.
La mostra seguirà i “tre periodi” artistici della Werefkin: quello influenzato da Kubin e Redon; quello in cui Werefkin fece di Munch la fonte ispiratrice delle sue opere e l’ultimo, lirico, espressivo, rendendo disponibile allo spettatore italiano un patrimonio di opere finora inedito nel nostro paese.
Pittrice quanto mai colta, frequentò Kandinsky, Münter, Marc, Klee; ma le sue amicizie, personali e artistiche, sono ben riconoscibili dalle sue opere: Gauguin, gli impressionisti e i neoimpressionisti e, soprattutto, l’onnipresente Munch.
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