Quei montanari di outdoorblog chiedono lumi sulla curiosa e poco ecologica arte del danese Marco Evaristti, recentemente fermato dalla gendarmeria francese mentre si apprestava a dipingere di rosso gli altissimi e purissimi ghiacci del Monte Bianco.
Documentandomi sul suo sito, ho scoperto che da tempo l’artista lavora ad un progetto di Land art il cui primo capitolo è stato scritto in Groenlandia, nel 2004. Lì, per protestare contro le scorie nucleari parcheggiate dagli Stati Uniti sull’isola danese, ha dipinto di rosso un iceberg, o meglio la punta di, con risultati direi abbastanza suggestivi.
Ciò non toglie che intervenire in maniera così invasiva in ambienti naturali unici è un atto di arroganza e di egoismo grave. Un comportamento che non può essere giustificato con parole tipo “shock art” e che piuttosto ricorda le gesta vandaliche dei danneggiatori di opere d’arte.
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