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Illustre Scultura Polimaterica al Link

Pubblicato: 28 gen 2010 da Lorenzo Mazza

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Il Link, lo spazio bolognese che tanto ha infiammato la vita culturale del capoluogo emiliano a partire dalla fine degli anni ‘90, chiuse i battenti della storica nel 2005 per trasferirsi in una zona più decentrata (via Fantoni, 21 – Bologna). In questo spazio naquero progetti davvero interessanti, come il Festival Netmage e il collettivo Xing.

Sabato 30 gennaio 2010 alle ore 21.30 in occasione di Arte Fiera Off Link Associated inaugura la programmazione 2010 con Illustre Scultura Polimaterica, un lavoro di Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti (progetto Lu Cafausu), a cura di Rita Correddu e Alice Militello.

Si tratta di un’unica grande scultura composta da scarti di produzione raccolti presso gli studi di 30 artisti in giro per l’Italia, in un tour di 1500 km. “Lu Cafausu è territorio d’accumulazione di senso, di svolgimento di senso. Di mancanza di senso. È quello che siamo e non siamo simultaneamente, (scandalosamente) senza scandalo. È ciò che stiamo diventando e quello che siamo non stati. Al centro esatto di un lungo corridoio d’insalienze e fallimenti (una volta erano cipressi), passaggio per il limbo. È il nulla, segno oscuro, campo della disfatta.È un presagio inaccessibile, luogo alieno.
È il varco per l’ade
”.

Gli scarti provengono da Giorgio Andreotta Calò / Alessandra Andrini / Stefano Arienti / Emanuela Ascari / Emilia Badalà / Sergio Breviario / Annalisa Cattani / Umberto Cavenago / Cuoghi Corsello / Francesca Grilli / Nazzareno Guglielmi / Arianna Fantin / Luca Francesconi / Andrés Galeano / Matteo Guidi / Lucia Leuci / Michele Lombardelli / Eva Marisaldi / Maurizio Mercuri / Margherita Morgantin / Stefano Pasquini / Alberta Pellacani / Nicola Pellegrini / Luigi Presicce / Fabrizio Rivola / Mili Romano / Marco Samorè / Luca Scarabelli / Daniela Spagna Musso / UnDo.Net / Luca Vitone / ZimmerFrei

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1 commento

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  • giovanni leto

    24 lug 2010 - 14:11 - #1
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    Lettera aperta
    Sono a far sapere che dal 2006 circa, Stefano Arienti, non trova di meglio che rifare il mio personalissimo gesto di attorcigliare la carta, gesto che dal 1985 caratterizza la mia ricerca: i miei “Orizzonti”, le mie successive opere oggettuali ed installative degli anni ’90 e quelle di questo ultimo decennio.
    Un esempio vistoso di questo vero e proprio indegno saccheggio è nella produzione che egli è andato ad esibire a New York alla Lehmann Maupin Gallery, poi in Italia in varie sedi espositive ed ora nell’opera presentata di recente al MAXXI di Roma, che ricalca in tutto le mie “Liane” in carta di giornale ritorta, eseguite nel 2003 e pubblicate sia nel catalogo della mia personale al “Museo Guttuso” a Bagheria, sia nel mio sito.
    Qualsiasi altro artista, nel copiare, avrebbe almeno tentato di aggiungere qualcosa di proprio, Arienti no! Non è stato capace neanche di questo minimo sforzo e ciò la dice lunga sulla sua tanto apprezzata “capacità – come dicono – di reinventare un materiale”.
    In seguito a questa mia pubblica denuncia, il nostro ha saputo soltanto premurarsi a far cambiare nella scheda del MAXXI che accompagna quell’opera la data di realizzazione ampliandola a dismisura (1986 -2004, neanche si fosse trattato per lui di affrescare la Cappella Siistina). Farà lo stesso con l’opera che si accinge a presentare nella mostra La scultura italiana del XXI secolo che si terrà ad ottobre a Milano, opera già pubblicata in Exibart?
    Per sua sfortuna sono i suoi stessi cataloghi a smentire tutto, a mettere in risalto la sua malafede.
    Vogliamo continuare a promuovere surrogati?
    Non ci lamentiamo però delle mercanzie contraffate dei cinesi perchè almeno quelle non sono costose.

    Giovanni Leto

    24 luglio 2010 alle 11:32