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Come Banksy certifica le sue opere di strada

Pubblicato: 16 feb 2010 da Giovanni De Stefano

Lo street artist Banksy - celebrato in tutto il mondo e in tutto il web, ormai come un eroe popolare dell’arte, come pochi se ne sono visti nell’ultimo secolo - non ha mai avuto troppo piacere nel vedere “piazzare” sul mercato le sue opere “stradali”, per quanto appartengano ai titolari dei rispettivi palazzi su cui sono state graffite.

Nel corso degli anni, Banksy è arrivato a un certo compromesso fra vanità (quasi necessaria in uno spirito del genere) e marketing. Ha cominciato a fare mostre, a cercare canali di vendita per le sue stampe (con molta beneficenza dietro). Ha anche girato un film, proprio quest’anno.

Ma le vendite dei pezzi che realizza ancora clandestinamente, proprio non gli vanno giù. Così, ha avuto l’idea di creare uno strumento - che ha chiamato Pest Control - atto a certificare l’autenticità delle sue opere e a ditribuirle, sebbene in maniera limitatissima, ai collezionisti. Naturalmente, Pest Control fa molte difficoltà ad autenticare opere di strada, staccate dal loro contesto. E i principi di Banksy sono salvi.

Attualmente, su Pest Control non è disponibile nulla: tutto esaurito.

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