Beggar's Food. Dalla performance a EfeboCorto, intervista a Orsola Sinisi


Vi presento oggi una bella intervista con Orsola Sinisi, filmaker indipendente che ha curato la regia di Beggar's Food, l'ultima performance di Franca Formenti.

Orsola ci racconta come è iniziata la collaborazione con Franca a partire da FOOD POWER, il nuovo filone di ricerca sul cibo che l'artista segue da circa due anni con risultati veramente notevoli. Grazie ad Orsola scopriamo i giorni che hanno preceduto la performance e i luoghi i cui sono state fatte le riprese, in una milano prenatalizia gelida e innevata, sulle tracce degli invisibili: i barboni. Rireovo nel suo racconto la tenda confiabile allestita dal comune per far fronte all'emergenza gelo: lei era là con la sua telecamera a riprendere. Ma forse, soprattutto, ad istaurare un dialogo, una relazione. Della performance, seguiamo invece con lei i personaggi rubati dalla strada: passanti che si sono trovati coinvolti mostrando uno spaccato economico e sociale a tratti sorprendente di Milano. Infine EfeboCorto: un festival in sicilia in cui protagonisti dell'organizzazione sono un gruppo di ragazzi del liceo scientifico di Castelvetrano, coordinati da Enzalba Messina e Salvo Cuccia.

Ringrazio infine Orsola per averci regalato le foto della galleria: sono bellissime. Mentre proprio questa mattina Luisa Valeriani ospiterà nel suo corso una lezione su FOOD POWER all'università La Sapienza, che mi appresto a seguire.

Beggar\'s Food





Orsola Sinisi, brevi presentazioni con il pubblico di Artsblog, domanda di rito per chi arriva per la prima volta su questo blog.

Sono una filmaker indipendente. Ho cominciato con la fotografia, ma dal momento che m ostinavo nel tentativo di partecipare le immagini del mio respiro con estenuanti posa b senza cavalletto, quando l immagine in movimento si è democraticizzata, con l'introduzione sul mercato di macchine digitali a prezzi accessibili, ho preferito dedicare gli esperimenti di apnea alle immersioni e fare video.
Era il 2002. Da allora ho realizzato una trentina di lavori, dalle riprese al montaggio: documentari, fuoriformato backstage e ritratti.

- Food Power: come è iniziata la tua collaborazione con Franca Formenti?

Per caso... Stavamo organizzando in Scighera - circolo ARCI a Milano - una rassegna di cinema/cibo: ho sentito parlare di Foodpower ed ho provato ad invitare Franca con la sua performance.
Quando la ho contattata lei era molto presa da altri progetti ed era un pò restia all'idea di investire energie per rimettere in piedi Foodpower; per convincerla a partecipare le ho garantito che avremmo provveduto noi a tutto, dall'allestimento del buffet, alla documentazione fotografica e video.
Del video mi sono occupata io, insieme ad Elisabetta Massera che ha realizzato con me le riprese.
Da qui è partita la nostra relazione, che nella fluvialità di idee di cui Franca è capace, ha visto quasi immediatamente la realizzazione di altri due video legati ad una sua nuova performance, Beggar's Food.

- Parliamo di Beggar's Food. Come hai lavorato per realizzare il video? Ci racconti i luoghi e le facce di chi hai incontrato? Sembra un viaggio intenso.

Per Beggar's Food sono stati realizzati 2 video, un trailer molto breve che è stato messo in rete prima della performance e la documentazione della performance stessa. Nel trailer si alternano riprese di interni (cucina borghese: Soul Coach e Beggar preparano la classica zuppa lombarda di porri e patate) ed esterni (Milano luoghi vari: Beggars).
Ho girato nei giorni delle festività natalizie, a Milano nevicava e, mentre in molti si affrettavano per gli ultimi acquisti, tanti altri fuori dalle porte dei negozi del centro chiedevano l'elemosina.
Il comune di Milano per l'emergenza neve ha allestito una struttura gonfiabile per l'accoglienza dei senza tetto.
Lì ho conosciuto Antonio, ebreo, biondo con gli occhi azzurri e gli anni portati male, colto: mi ha parlato della nuova letteratura iraniana e del cantico dei cantici, ma con unghie che dimostrano la pratica della strada.
Non avevo mai considerato che un uomo che mi accennava senza mai parlarmene ad una precedente vita normale di integrazione sociale potessi incontrarlo in un rifugio temporaneo per senza tetto, in una abitudine di quello che io sospettavo fosse disperazione.
Lui me ne ha parlato quasi in termini di una alternativa irreversibile "se cominci a fare questa vita e qualcuno ti dice: adesso ti do una mano, ma è passato un pò di tempo gli dici: no, mi dispiace. Dovevi farlo prima".

- Dal video della performance si vedono reazioni interessanti da parte del pubblico, che sei stata molto brava a riprendere: quale fra queste ti ha coplito di più e perchè.

Le riprese della performance sono state un'esperienza di videoteppismo: abbiamo rubato riflessioni e confidenze in maniera discreta..
Il progetto di Franca prevedeva di suggerire al pubblico che quelli che in genere sono per strada a chiedere, possono anche esserci per offrire, "la situazione può essere ribaltata", come dice uno dei Beggars.
Tra i passanti che più a lungo hanno sostato in piazza Argentina quel pomeriggio è emersa una polaroid della situazione economica attuale, quindi sociale.
La pensionata vedova che confida ad una sconosciuta complice che, a Milano in febbraio con temperatura gelida, approfittava di questa performance insospettata per trattenersi fuori, perchè suo figlio che vive con lei in una casa piccola "ha bisogno di respirare" è solo una dei possibili utenti di "FINANZIAMENTI A TUTTI, DIPENDENTI - PENSIONATI", reclamizzato da un volantino abbandonato su una panchina di piazza Argentina. Così come un altro volantino dall' estetica Benetton promuove la possibilità di chiamare all'estero provando gratis il nuovo servizio...
Un extracomunitario afferma "siamo tutti uguali": la pensionata che non ha i soldi per andare dal dentista e vive con suo figlio - o meglio: lui con lei - che probabilmente sta pagando le rate del nuovo televisore perchè è più conveniente del decoder per il digitale terrestre, e l'extracomunitario che quando avrà terminato il periodo di prova gratuito della sua nuova SIM la confermerà pagandola. È l'economia del debito, la carta di credito al servizio dei tuoi desideri

- Dalla performance a Efebocorto: ci racconti come è andata e le impressioni dal festival?

Efebocorto è stata un'esperienza decisamente particolare: si tratta di un festival gestito ed organizzato da un gruppo di ragazzi del liceo scientifico di Castelvetrano, coordinati da Enzalba Messina e Salvo Cuccia; i ragazzi hanno scelto i lavori in concorso, presentato gli ospiti, coordinato l'organizzazione e tenuto relazioni con gli sponsor. Presidente della giuria della sezione filmaker, quella in cui concorreva Foodpower, Daniele Ciprì.
E' il primo festival a cui ho inviato Foodpower, mi ha fatto piacere scoprirlo selezionato; i lavori in concorso erano trenta, tutti molto interessanti e di qualità formale notevole, solo 3 i documentari.
Per Foodpower ho ricevuto commenti positivi. Credo che la forza del lavoro sia nel suo essere "popolare", nel senso più nobile: Franca è riuscita a creare una situazione semplice ma estremamente efficace e il video, nonostante una fragilità nella fotografia, è riuscito a cogliere esattamente quello che è avvenuto durante la performance. La sua piattaforma elettiva è la rete, dove subito dopo la pubblicazione su youtube è rimbazato di bacheca in bacheca su facebook, sul grande schermo in concorso tra le fiction si è portato a casa empatia e condivisione.
E la Sicilia è un posto bellissimo!

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