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Show One 2010: i lavori degli studenti del Royal College of Art

Pubblicato: 29 mag 2010 da margherita

Show One Royal College of Art 2010

Si è inaugurato ieri Show One, il primo dei 5 appuntamenti che il Royal College of Art di Londra dedica ai lavori finali degli studenti dei master in varie discipline.

Show One, 28 maggio - 6 giugno, contiene i settori dedicati alla fotografia, al video, al printmaking e alla ceramica.

Impossibile non notare l’insegna arancione che riporta il titolo Show a caratteri giganti, o non trovare l’entrata. Disegnata per attrarre visitatori, è essa stessa un’opera d’arte pop. L’appuntamento è rivolto tanto ad un pubblico generico di appassionati d’arte, quanto ad un pubblico selezionato di galleristi e collezionisti in cerca di gente nuova e idee fresche.

Quali sono queste idee, e soprattutto ci sono?

Show One Royal College of Art 2010
bjection in the Making, Martha Todd81-86, Agata MadejskaStudy for an Endless City, Alejandro GuijarroUntitled, Darragh O’Callaghan

Dunque, partendo dalla qualità dei lavori, li ho trovati davvero ben fatti, professionali, soprattutto se paragonati a quelli di alcune mostre. In quanto alle idee invece, rimane difficile vedere qualcosa di veramente nuovo. Belle cose, tutti bravi, tutti grande tecnica, pochi però quelli capaci di trasmettere sensazioni nuove. Personalmente mi sono piaciuti gli esperimenti stilistici di Noemie Goudal. Quella che sembra apparentemente una fotografia sulla natura, una cascata in un bosco, si rivela in realtà una riproduzione artificiale della realtà. La cascata altro non è che un grande telo di plastica bianca.

L’artista non è l’unica a giocare con quello che appare e quello che si percepisce. Alejandro Guijarro compie un percorso simile adottando mezzi diversi. Grandi panoramiche fotografiche, dominate da una nebbia (finta o reale), dove tutto viene appiattito, dove le cose ci sono ma allo stesso tempo sembrano scomparire.

Le stampe a carattere politico di Cordelia Cembrowicz mi hanno ricordato un certo attivismo contemporaneo e un certo tipo di arte urbana alla Shepard Fairey. Le sculture in ceramica di Martha Todd, il macabro che domina i tempi moderni.

Ma vedendo questi lavori, mi chiedo: in un mondo ansioso di cose nuove (dove poco dura qualcosa, dalle notizie alla moda), è possibile per il mondo dell’arte tenersi al passo? La creatività non puramente commerciale, deve allinearsi (con il rischio di diventare un fenomeno di tendenza) o rimanere separata? Da sempre i nuovi artisti hanno cercato di trovare qualcosa per differenziarsi, Picasso e Hirst per primi. E vista la velocità del mondo, i creativi, subiranno sempre di più questo stress. Solo che sembra aumentare la richiesta ma sembrano diminuire le idee, forse perché si esauriscono troppo velocemente le cose. E le scuole sfornano in quantità sempre maggiore aspiranti artisti…

Heidegger’s Lizard, Darren Harvey-ReganSolution (fragment), Ewa AxelradBuckle, Joshua BiltonShow One Royal College of Art 2010Nekrosus, Una Hamilton HelleAlignment: Self Portrait Protest with Boudicca, Cordelia Cembrowicz

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