
La stroncatura di Philippe Daverio arriva come un fulmine a ciel sereno: il critico si trovava a Bologna per una conferenza stampa della fondazione Carisbo, di cui è collaboratore, quando le sue parole sono arrivate a smorzare gli entusiasmi sul nuovo museo progettato dall’architetto Zaha Hadid.
“Sono molto arrabbiato con i romani per il Maxxi che è un grande negozio da parrucchieri in cui non si sa cosa mettere dentro, tanto che ora chiedono le opere in prestito”, queste le sue parole, a cui è seguito un altro commento: “Io non capisco che senso abbia spendere centinaia di migliaia di euro per costruire un museo in periferia dove nessuno andrà mai o per riconvertire un edificio in qualcosa che non è”.
Le critiche di Daverio, dunque, sono a 360 gradi: contro la gestione del museo, e contro l’esistenza stessa del museo. “Le cose esistono se c’è la capacità di farle funzionare, di farle vivere, è questo il senso dell’eredità”. Le critiche sono durissime, specialmente perché rivolte a un museo che ha ricevuto tanta approvazione della stamapa. Io non l’ho ancora visitato, e chiedo a voi cosa pensiate delle critiche di Daverio e del progetto. Daverio ha esagerato?
Via: Rassegna Stampa Roma
pinD
21 giu 2010 - 10:34 - #1Anche io ho ogni tipo di critiche verso il MAXXI, e lo credo anche io un grande negozio per parrucchiere. Daverio però è eccessivamente superficiale e mette tre errori in una sola frase:
- il MAXXI non è costato centinaia di migliaia di euro ma 150 milioni;
- non è costruito in periferia ma in una zona centralissima di Roma;
- costruire lontano dal centro (non è questo il caso) e riconvertire strutture in disuso sono generalmente ottime operazioni, sia come occasioni culturali ed urbanistiche sia come veicolo di nuove economie territoriali.
corrado_978
21 giu 2010 - 13:53 - #2Il MAXXI è costato ben 150 mln di euro, dopo ben dieci anni dalla progettazione ed almeno 3 governi che vi si sono succeduti. Chiamare via Guido Reni una zona centralissima di Roma, beh parliamo.. Se è centro quello, i fori imperiali cosa sono? Un minimo di dimensione ci deve essere… E terzo, l’effetto Bilbao non in tutte le città ha sempre funzionato..
Aspettiamo i primi bilanci del museo…
ciauz
c.
Hedi
21 giu 2010 - 16:56 - #3Di sicuro deve ancora essere chiarificato l’effettivo ruolo che il MAXXI ha nel panorama culturale romano, per ora appare come una grande giostra di cui nessuno ha capito il funzionamento; ma sono sicuro che la sua posizione si stabilirà presto.
Per quanto riguarda la struttura in sè è inutile negare che i primi sintomi della sindrome di Bilbao si sono ampliamente manifestati negli ultimi mesi, e anche se, nel peggiore dei casi, dovesse essere tramutato in un ristorante o in un centro commerciale, almeno continuerebbe a rappresentare un nuovo punto di partenza per l’architettura contemporanea italiana (anche se non made in italy).
tyl
22 giu 2010 - 14:52 - #4Non ne so niente di musei, della loro architettura e del loro pieno utilizzo ma sono stato due settimane fa al MAXXI (non sono di Roma) è mi è piaciuto molto. Labirintico, enorme, molte opere (quasi tuttte) interessanti, grande esperienza di spazio e tempo.. per me basta. Non è nemmeno così difficile da raggiungere, basta un autobus da piazza del popolo e si è lì in meno di mezz’ora. Per altro è una zona bellissima quella che porta allo stadio Olimpico, si passa per l’Auditorium che è un’altra opera da vedere e in cui entrare. Il problema del MAXXI è semmai l’ingresso, nel senso che per capire dove bisognava entrare ho dovuto fare il giro dell’isolato.