'Michelangelo Merisi da Caravaggio, chiuder la vita' a Porto Ercole


Si chiude idealmente una grande stagione di celebrazioni del Caravaggio con l'appuntamento in Toscana, a Porto Ercole. Proprio qui, nella parte meridionale del promontorio dell'Argentario, Michelangelo Merisi trovò la morte nel luglio 1610. Era partito da Napoli, dove si era rifugiato, sfigurato in volto, dopo aver ucciso un uomo, alla volta di Roma, con tre dipinti da regalare al Cardinale Scipione Borghese, in cambio di una sua particolare intercessione.

Giunto a Palo, nella costa laziale, venne arrestato e rilasciato dopo due giorni. Si lanciò alla ricerca della feluca su cui aveva viaggiato, nel disperato tentativo di recuperare i suoi preziosi dipinti. Distrutto dalla fatica arrivò a Porto Ercole (capolinea del tragitto dell'imbarcazione), dove morì a soli 39 anni, molto probabilmente a causa di una forte febbre dovuta ad infezioni intestinali. Il 16 giugno 2010 gli esperti dell'Università di Ravenna hanno individuato le spoglie mortali del Caravaggio, grazie anche alla grossa quantità di piombo (con cui erano composti i colori a tempo) rinvenuta nelle ossa.

Michelangelo Merisi da Caravaggio, chiuder la vita, a cura di Valeria Merlini e Daniela Stortinella, inaugura questo sabato 17 luglio e sarà visitabile fino al 18 agosto nella chiesa di Sant'Erasmo a Porto Ercole. Pezzo forte della rassegna il San Giovanni Battista della Galleria Borghese, proprio quel dipinto che doveva servire al Merisi come merce di scambio per ottenere la grazia.

Per chi invece vuole vederli da vicino, i resti mortali del Caravaggio sono raccolti in una teca di vetro ed esposti nella splendida location di Forte Stella, da cui si domina tutto il paese di Porto Ercole. La fortezza spagnola presenta anche un allestimento di fotografie che ripercorrono l'intero percorso di ritrovamento e autentificazione delle ossa.

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