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I collezionisti americani diventano materia di studio

Pubblicato: 19 lug 2010 da Lorenzo Mazza

Il collezionismo in America sta cambiando. Grazie proprio alla disponibilità dei collectors, si riescono a vedere autentici capolavori in molte mostre realizzate in spazi pubblici. Ma c’è di più, la cultura, lo stile, il gusto dei collezionisti riescono a plasmare l’opinione pubblica.

Alla fine dell’800 molti industriali sentono il bisogno di innalzare il loro livello culturale e cominciano a importare una grande quantità di patrimonio dell’Europa. Col passare del tempo l’eredità artistica dei collezionisti americani ottiene una seria attenzione nei circoli accademici. Oggi gli studiosi sono incuriositi dal contesto socio-economico da cui provengono i collezionisti.

Henry Clay Frick
(nella foto), J. Pierpont Morgan, Louisine e Henry O. Havemeyer a New York; J. Paul Getty, Norton Simon, Arabella e Henry E. Huntington a Los Angeles, Andrew W. Mellon a Washington, DC; Claribel e Etta Cone di Baltimore, sono solo alcuni dei grandi nomi che entreranno sempre di più nei libri di storia dell’arte…e in Italia?

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