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Torna a Roma il tesoro della 'Ndrangheta

Pubblicato: 23 lug 2010 da Lorenzo Mazza



Non è una novità che l’arte faccia sempre più gola alla malavita. Si tratta di beni di valore che possono spesso essere acquistati eludendo i controlli del fisco. Da una parte però emerge anche la voglia dei boss di costruire vere e proprie collezioni, come nel caso di Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”, ‘ndranghetista arrestato qualche settimana fa per estorsione aggravata e favoreggiamento delle cosche.

La Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione Les diables ha recuperato nella sua abitazione un tesoro di opere d’arte comprendente pezzi autentici di Salvador Dalì, Guttuso, De Chirico, Migneco, Cascella, Ligabue, Picasso e un Mattia Preti del seicento. 103 dipinti che adesso si trovano nel caveau della Banca d’Italia, che Campolo aveva potuto comprare attraverso il denaro accumulato attraverso un ferreo regime di monopolio sulle macchinette dei videopoker elettronici.

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