
Chi fra di voi digerisca Maurizio Cattelan (non intendo pure le interviste che gli fa Christian “con l’acca” Rocca su Max, intendo le opere), sarà lieto di sapere che il fidanzato di Victoria Cabello, in questo momento, è esposto in ben quattro-cinque mostre intorno al mondo.
In particolare, oggi, segnalo la faccenda di Melbourne.
La mostra si intitola “The Guggenheim Collection: from 1940s to Now” e si sta svolgendo a Melbourne, presso la National Gallery of Victoria (la ex-regina, non la vee-jay).
Dopo gli irresistibili fanciulli impiccati di piazza XXIV Maggio a Milano, Cattelan è esposto, impiccato egli stesso (sottoforma di autoritratto, per questa volta), in una sua opera acquisita dalla fondazione Guggenheim, e per questo affiancata a Andy Warhol, Lucio Fontana, Mark Rothko.
L’artista irriverente e scapigliato penderebbe dall’appendino di design (by Marcel Breuer), come rigidamente costretto dal rigore delle sue linee a non muoversi più tanto. Se solo fosse vero.
Ma per fortuna che Maurizio ci spiega, nel 2000 inoltrato, che la rivoluzione può avvenire ancora oggi, a bordo di quello stesso design se, appesi come siamo, poi riusciamo a venderci agli americani di origine svizzera e far sorridere le australiane.
immagine | Maurizio Cattelan, We are the revolution, Collezione Guggenheim
carloprevosti
19 lug 2007 - 12:43 - #1Sono alla ricerca del documentario CATTELAN E’ MORTO, VIVA CATTELAN, qualcuno mi può aiutare?
margherita
19 lug 2007 - 13:04 - #2Io l’ho trovato in libreria, credo al MACRO di Roma, ma diverso tempo fa. Ne avevamo parlato qua
http://www.artsblog.it/post/245/e-morto-cattelan-evviva-cattelan-ma-solo-in-dvd,
forse dal link della hublab ti possono aiutare.
miticotetta
19 lug 2007 - 15:26 - #3io ce l’ho registrato su mysky. se vuoi te lo posso mettere su cassetta…
betta
20 lug 2007 - 11:58 - #4solo puntualizzare che il vestito indossato è uguale a quello che indossava quasi come una divisa joseph beuys.
fate un po’ voi…
grande cattelan.
giovanni de stefano
20 lug 2007 - 12:04 - #5@betta: per quanto successo abbia avuto quest’uomo, proprio quell’abito lo trovo vanaglorioso e immeritato
Cattelan Cabello colpiti dal meteorite
20 lug 2007 - 13:49 - #6[…] Su artsblog di ieri è apparso un brillante articolo su Maurizio Cattelan. Tuttavia mi trovo costretta a tirare le orecchie al mio collega storico d’arte, che, vuoi per il suo finto disinteresse verso il mondo del gossip, tipico degli intellettuali; vuoi perché la notizia è passata sotto silenzio, accredita Maurizo Cattelan ancora come il fidanzato della vj Victoria Cabello. […]
betta
20 lug 2007 - 17:29 - #7giovanni: trovo il tuo commento fuoriluogo, conosci e poi discuti, c’è una motivazione ben precisa e ricercata per la scelta di quel vestito. cercala. poi se vuoi ne riparliamo.
ciao!
giovanni de stefano
20 lug 2007 - 18:32 - #8Cara betta, spiegami tu cosa c’è di tanto grande in questa citazione, per favore. Il fatto che un vestito di feltro alla Beuys nemmeno possa difenderci dall’ancor più tremenda “epoca” in cui viviamo? Qualche altro svolgimento di tema delle medie che mi sfugge?
Che perfino quello che un tempo coprì vere ferite - e che poi fu l’armatura che protesse dalla banalità un innovatore - nulla può, “oggigiorno”, contro le armi - ancora più subdole delle chimiche - che ci puntano contro? Per favore, sul serio: help!
giovanni de stefano
20 lug 2007 - 18:53 - #9P.S.: Il significato migliore che riesco a dare a questa immagine è che Cattelan si sia infilato come di soppiatto in quella sorta di armadio a cielo aperto che sono gli appendiabiti di Breuer e che ci si rivoluzioni contento - vuoi a scrocco, vuoi clandestino di un linguaggio che non padroneggia, vuoi semplicemente un po’ a cavolo e perché è “preciso e ricercato” citare il tessuto dell’abito di Beuys.
sono in ritardo
20 lug 2007 - 20:10 - #10scusate ma beyus non si distingueva per il suo capello????
betta
23 lug 2007 - 16:14 - #11leggiti “marizio cattelan” a cura di francesco bonami con testo di francesco manacorda.
pg 72-73
titolo: “la rivoluzione siamo noi”
il vestito di feltro in questione contribuisce all’anima dell’opera in quanto antagonista ad altra opera omonima di beuys del ‘72. la fede di beuys nella potenzialità trasformativa dell’arte viene negata da cattelan in forma di vignetta.
la rigenerazione dell’arte interpretata da beuys nella sua opera (l’artista ritratto nei suoi tipici abiti da militante intento a marciare verso la macchina fotografica) viene negata da cattelan attraverso l’immobilismo e la rinuncia.
la rivoluzione è quindi dichiarata impossibile. infatti è raffigurato appeso e non tocca terra come i due cavalli nelle opere novecento e ballata di trotski
sì, di solito beuys si distingueva per il cappello.
giovanni de stefano
23 lug 2007 - 19:07 - #12scusa betta, ma secondo te se francesco manacorda esprime una sua opinione personalissima su un’opera dall’iconografia così singolare, in una monografia curato da francesco bonami, quella è la verità rivelata?
carloprevosti
24 lug 2007 - 10:30 - #13Miticotetta davvero lo faresti? Se leggi questo commento, mi contatti via mail? carloprevosti@hotmail.com (anche MSN) ciao!
Beuys
29 lug 2007 - 13:10 - #14per la precisione, il vestito di feltro e’ una opera di beuys del 1970
http://members.aol.com/mindwebart2/page184.htm