Teatro alla Scala: la storia e la tradizione della Prima della stagione lirica

L'origine della Prima del giorno di S. Ambrogio, tutte le opere rappresentate dal 1951 a oggi

Domani, 7 dicembre, si terrà la Prima della Scala, la Prima della stagione lirica. Protagonista sarà "La Traviata" di Giuseppe Verdi (qui dove vederla al di fuori del teatro).

Ma come nasce la tradizione della 'Prima'?

Il Teatro alla Scala fu costruito dopo che un incendio nel 1776 aveva distrutto il teatro di corte. Il progetto venne affidato all'architetto Giuseppe Piermarini, e il 3 agosto 1778 venne inaugurato il Nuovo Regio Ducal Teatro alla presenza del governatore di Milano, l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este, con la prima rappresentazione de "L'Europa riconosciuta" di Antonio Salieri.

Durante i primi cento cinquant'anni di vita del teatro il giorno di Santo Stefano, 26 dicembre, iniziava la Stagione di Carnevale, che si concludeva alla vigilia della settimana di carnevale (il teatro ospitava i balli e il veglione del sabato grasso, come da tradizione ambrosiana). Ma la consuetudine di inaugurare la stagione lirica il 7 dicembre, festività legata al santo patrono di Milano Sant'Ambrogio, fu adottata solo a partire dal 1951 in via stabile - era stata in precedenza introdotta nel 1940 -.

Il 7 dicembre 1951 nell'opera "I vespri siciliani" si esibì sul palco della Scala la grande Maria Callas, che aveva debuttato a Milano solo pochi mesi prima.

Nel corso degli anni la Prima della Scala si è trasformata in un happening non solo culturale, ma anche mondano: sono moltissimi infatti i curiosi che stazionano per ore lungo le transenne poste davanti all'ingresso del teatro con la speranza di scorgere i vip e le istituzioni che partecipano alla serata (che inizia alle 17.30). Dal 2008, qualche giorno prima della Prima, si svolge la, appunto, l''Anteprima della Prima' a cui possono assistere solo i giovani con meno di trent'anni.

Le opere rappresentate il 7 dicembre dal 1951 a oggi

Di seguito l'elenco delle opere rappresentate in occasione della Prima, da "I vespri siciliani" del 1951.

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