In America, a lezione di Urban Art

Non si tratta certo del primo caso, ma è interessante vedere quanto cominci a far scalpore. A Milwaukee, area metropolitana di quasi due milioni di abitanti, una professoressa ha deciso di inserire l'arte urbana nel suo programma di insegnamento. In realtà non si tratta di un vero e proprio corso, ma di un approfondimento offerto che è stato inserito nel magazine scolastico, la guida alle attività collaterali che ogni scuola americana promuove.

Il primo ad alzare la voce è stato un politico locale, l'assessore Bob Donovan, che della 'guerra ai graffiti' aveva fatto una bandiera nella sua campagna elettorale. Secondo Donovan in questo modo la scuola sta promuovendo atti di vandalismo, ma in realtà c'è un errore di fondo.

La direttrice del progetto, che prende il nome di Milwaukee True Skool, Sarah Patterson, sostiene che l'iniziativa sia stata misinterpretata. Si tratta infatti della creazione una piattaforma dedicata ai giovani, per educare alla legalità e al rispetto degli ambienti urbani. “La differenza tra graffiti e arte è semplice”, sostiene la Patterson, “e risiede nella presenza o meno di un permesso”.

La True Skool, nata in maniera sperimentale poco più d'un anno fa, sta adottando un approccio differente per rafforzare i legami di comunità ed abbellire la città attraverso iniziative ambientali, sociali ed artistiche nei singoli quartieri. Un approccio in tre passaggi: la comunità si impegna nella rimozione dei graffiti illegali, creazioni di orti comunitari e abbellimento dei giardini; iniziative coordinate di arte pubblica. All'interno di questo programma si insegna anche ai ragazzi ad utilizzare le bombolette spray, ma questi si esercitano sulle tele.

Sembra dunque che gli intenti di base siano gli stessi, ma come al solito qualche politico poco informato cerca di cavalcare l'onda. Alla True Skool d'altronde non hanno alcuna intenzione di smettere, perché i contatti stanno crescendo e molti giovani hanno la possibilità di esporre in galleria, partecipare ad eventi e magari 'spendere' le loro abilità nel campo della grafica e della pubblicità.

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