Se ne è andato il 14 agosto, ad 87 anni, Herman Leonard, il fotografo che ha raccontato con passione e tenacia la scena jazz. Billie Holiday, Duke Ellington, Frank Sinatra, Dizzy Gillespie, Quincy Jones e Tony Bennett. e molti dei protagonisti della rivoluzione musicale che si è compiuta tra gli anni ‘40 e gli anni ‘60.
Il suo è uno stile che non passa inosservato, bianchi e neri nitidi, ritratti di artisti jazz retroilluminati, un filo di fumo nei locali di New York, Parigi, Londra. Col tempo le sue foto finirono sulle copertine di numerosi album, contribuendo a formare l’archetipo visivo del musicista jazz.
Cominciò come assistente nel 1947, fotografando Albert Einstein, Martha Graham e altre icone culturali dell’epoca. Ben presto si trasferì a New York e si intrigò a tal punto del jazz che capì subito il suo obiettivo: “creare un diario visivo di quello che ho sentito, far vedere il modo in cui la musica suona”.
Negli anni cinquanta divenne il fotografo personale di Marlon Brando per un viaggio di ricerca in Estremo Oriente. Si trasferì in seguito a Parigi e poi a Londra, per tornare poi negli Stati Uniti dove, nel 2005, il suo studio a New Orleans venne sommerso dall’acqua, con la conseguente perdita del suo archivio di oltre 8.000 fotografie. Per fortuna, i suoi negativi erano ospitati presso il Museo d’Arte del Sud Ogden e l’intera sua produzione, oltre 60mila scatti, è stata digitalizzata grazie ad un Grammy Foundation Grant nel 2008.
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