Non so se Gil Vicente, con questa serie di opere, abbia voluto semplicemente provocare o se voleva togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Quel che è sicuro è che l’artista brasiliano sta facendo arrabbiare un po’ di gente, oltre oceano. In occasione della 29esima biennale di San Paolo, infatti, ha presentato una serie di opere in cui si ritrae mentre spara a eminenti personalità, tra il cui il papa.
Il ciclo di opere è titolato, appropriatamente, “Nemici”. E di nemici Vicente deve averne molti: oltre a Benedetto XVI compaiono anche George Bush, Kofi Annan, il presidente iraniano Ahmadinejad e la regina Elisabetta, tra gli altri. Ora, però, le opere rischiano di essere rimosse, sotto la pressione dell’ordine degli avvocati brasiliano.
Questo ciclo è stato infatti accusato di attentare alla pace sociale; un pericolo ancora maggiore, secondo l’ordine, dato che il 3 ottobre il Brasile andrà al voto. Insomma, una sorta di Cattelan americano, che ripropone nella terra della samba l’annosa (e irresolvibile) questione della libertà dell’arte. Cosa ne pensate?
Gil Vicente spara al Papa e scoppia il putiferio
sandokan71
21 set 2010 - 13:44 - #1Penso che magari dovremmo capirla l’opera prima di condannarla.
Dal mio punto di vista è ben riuscita, perché mostra come questi capi, irraggiungibili, protettissimi, potentissimi e che si atteggiano a divinità religiose, politiche o sociali, ebbene sono esseri umani, che possono essere uccisi, terminati, annullati anche da uno sconosciuto. Il fatto di vederli in questo modo poi, senza le folle, i bodyguard, i media, i megaschermi che mostrano la loro immagine irraggiungibile, il fatto che sono grandi (o piccoli in realtà) come l’individuo che li minaccia, li riporta ad una dimensione umana, qualunque.
In sostanza loro sono come noi, quindi noi siamo come loro, non siamo meno di loro.
Io la vedo così, per cui non mi scandalizzo.
Ma le divinità non amano essere minacciate… di solito è il contrario.