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Alcuni immagini delle superfici a specchio di Anish Kapoor a Londra

Pubblicato: 09 ott 2010 da margherita

Commenti dei lettori

C-Curve - 2007 - Anish Kapoor

Londra sembra investita da un’onda calda che le fa ricordare le temperature estive (relative al paese ovviamente), e così ieri è stata una giornata particolarmente fortunata per visitare i giardini di Kensington dove sono esposte le sculture di Anish Kapoor, Turning the World Upside Down.

Avevo letto di alcune polemiche in corso per via della chiusura (sotto forma di recinzione) dei lavori dell’artista, da motivarsi in ragioni di sicurezza. E già mi stavo maledicendo di non averle fotografate prima, quando mi sono ricreduta appena vista la prima. Infatti, benché ci sia un cordone e alcuni uomini della sicurezza, si possono tranquillamente vedere e fotografare, e ci si può specchiare anche da vicino. Certo non le si può toccare o non ci si può arrampicare, ma le sculture non servono a questo scopo.

E’ davvero uno spettacolo quello ideato da Kapoor. Non è tanto la questione di fotografarsi, ma la forma così aliena all’ambiente di queste installazioni e allo stesso tempo il riflesso della natura, che rendono l’impresa unica. Mi sono piaciute davvero molto, soprattutto i due grandi dischi posizionati quasi all’opposto uno dall’altro, intitolati entrambi Sky Mirror (anche se realizzati in anni differenti). Quella più di successo credo invece sia C-Curve, l’installazione a curva che riflette l’immagine, di chi si specchia, sottosopra. E questo per la gioia dei grandi (di bambini in effetti non ce ne erano).

Le installazioni attraverseranno l’autunno, l’inverno fino quasi a primavera. Visto il passare delle stagioni e il cambiamento della natura, più visite, sono obbligatorie.

Turning the World Upside Down - Anish Kapoor - Kensington Gardens
C-Curve - 2007 - Anish KapoorC-Curve - 2007 - Anish KapoorC-Curve - 2007 - Anish KapoorC-Curve - 2007 - Anish KapoorNon-Object (Spire) - 2007 - Anish Kapoor

Non-Object (Spire) - 2007 - Anish KapoorSky Mirror - 2007 - Anish KapoorSky Mirror - 2007 - Anish KapoorSky Mirror - 2007 - Anish KapoorSky Mirror - 2007 - Anish KapoorSky Mirror - 2006 - Anish KapoorSky Mirror - 2006 - Anish Kapoor

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ste1

    ste1

    09 ott 2010 - 19:22 - #1
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    grazie margherita per le foto che ci hai regalato! anche se non le ho viste di persona, i due “Sky Mirror ” devono essere proprio emozionanti. chissà se l’arte, e in questo caso la scultura, possano realmente farci vedere in modo diverso il mondo in cui viviamo! penso che sia proprio questo uno degli obiettivi dell’arte e secondo me,Kapoor con queste installazioni ha centrato l’obiettivo in modo efficace.

  • Profilo di margherita

    margherita

    10 ott 2010 - 12:21 - #2
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    Hai detto bene, l’arte dovrebbe farci vedere il mondo in un modo diverso, e lui ci riesce. Tra i tanti artisti diventati famosi negli ultimi anni, Kapoor è tra i pochi a non deludere e a basarsi solo sullo spettacolo. Eppure (è una battuta), ha vinto il tanto amato/tanto odiato Turner Prize!

  • Profilo di duxcati

    duxcati

    11 ott 2010 - 22:14 - #3
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    Kapoor invece per me è la più grossa delusione degli ultimi anni. Era un artista così raffinato e spirituale… Oramai si è dato allo spettacolarismo e al gigantismo uccidendo quella dimensione meditativa e immaginifica dentro la quale l’immaginazione poteva viaggiare attraverso il cosmo… Dai buchi neri ai buchi del culo…

  • Profilo di margherita

    margherita

    11 ott 2010 - 23:29 - #4
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    scusa Duxcati, ma il Kapoor che conosco io non ha mai avuto una dimensione piccola. Marsyas, il ventre rosso per la Unilever Series alla Tate Modern (ah, a proposito domani vado a vedere Ai Weiwei che dicono abbia realizzato una delle installazioni più belle in assoluto), era gigante. I “buchi neri” del Turner Prize non erano piccoli. Sono due tipi di lavori che caratterizzano due decenni differenti, quindi significativi. A quali ti riferisci in particolare?

  • Profilo di duxcati

    duxcati

    12 ott 2010 - 13:28 - #5
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    Non ho parlato di dimensione piccola ma spirituale…

  • Fabrizio_S

    14 ott 2010 - 13:03 - #6
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    Ciao a tutti.
    Ultimamente sono a Londra spesso e non ho mancato di visitare queste opere presso i giardini di Kensington.
    Sono stato piacevolmente colpito in modo particolare da C-Curve e dall’oggetto non oggetto, anche pensando alle difficoltà tecniche per la loro realizzazione.
    Il concetto di upside down, dei mondi sotto e sopra che si incontrano è piacevole in quella cornice del parco londinese che offre grandi spazzi di verde.

    Confermo che le recinzioni sono delle limitazioni all’opera stessa, non perchè sia necessario toccarla o salirci sopra, ma proprio perchè gli specchi hanno il loro punto focale dal quale è possibile apprezzare l’opera per quello che è stata concepita.
    Mi spiego. La C-curve, posizionandosi vicini allo specchio, riflette regolarmente in piedi persona mentre il mondo dietro è rovescio (upside down) appunto (le foto con l’artista sono state fatte da questa posizione, infatti). Questo effetto non si può vedere con la recinzioni e tutte le persone che guardano lo specchio sono a rovescio come il mondo riflesso dietro di loro.

    Per quanto riguarda invece l’oggetto non oggetto, non è recintato ed è possibile, avvicinandosi senza calpestarlo, vedere il mondo riflesso dalla base che si incontra con il mondo capovolto dalla sommità dell’opera. Allontanandosi non è possibile cogliere questo effetto.

    In ogni caso le opere sono grandiose e grazie a Londra che ci offre spesso queste possibilità.
    Ciao,
    Fabrizio

  • Profilo di brooke111

    brooke111

    18 ott 2010 - 03:54 - #7
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