Wim Delvoye è un’eccentrico artista di origine belga che apprezzo enormente. La definirei un concettuale, se dovessi scgliere. Fatto rimane che le sue opere sanno provocare, divertire e far riflettere.
Uno di questi casi è il suo progetto “Art Farm”. Ci sono centinaia di luoghi che potrebbero chiamarsi Art Farm e penseremmo a spazi espositivi, associazioni culturali, laboratori etc. La Art Farm di Delvoye è abbastanza inaspettata. Prima di tutto localizziamola: Pechino, gigantesca arteria della Cina contemporanea. Secondo: attività. In questa farm si allevano maiali, maiali reali trasformati in opere d’arte viventi. Ad uno ad uno, sulla pelle degli animli l’artista, coadiuvato da un’equipe specializzata di tatuatori, disegna coplessi tatuaggi… Se pur privileggiati, la sorte di questi suini d’autore non è così diversa da quella dei loro fratelli: anche loro sono allevati per servire agli uomini, ma in nome della’arte: la loro pelle è l’opera che si portano addosso.
Il mio preferito è fuori di dubbio il maiale-Luis Vuitton (nella foto in alto il risultato finale dell’operazione). Prontissimo per assolvere gli appetiti di collezionisti e singolari fashion victime.
Infine, per farsi un’idea della produzione di questo artista, vi descrio l’opera che più in assoluto mi ha colpito di lui, “Turbo Cloaca”, opera realizzata fra il 2000 e il 2007.
Cloaca è una macchina che riproduce meccanicamente il nostro apparato digerente. Dotata di bocca, stomaco, intestino, introducendo del cibo al suo interno, Cloaca lo elabora e lo espelle sotto forma di vere e proprie feci umane. Antecedente storico al lavoro è la Digesting Duck, apparato realizzazto nel XVIII secolo dall’igegnere Jacques de Vaucanson. Ma nel mondo dell’arte contemporanea, sorella diretta e ispiratrice di Cloaca è certamente l’indimenticabile “Merda d’artista” di Piero Manzoni: un attacco frontale al sistema dell’arte riproposto da Delvoye con ironia ed efficacia. Una volta prodotte, le Feci di Cloaca vengono ripulite dai batteri con un processo chimico, messe sottovuoto, corredate da specifico certificato e vendute: amatori, collezionisti e gallerie, a quanto pare, gradiscono e comprano a caro prezzo.
Altro esempio di critica feroce, ironica e paradossale ai meccanismi della produzione (turbo)capitalista e ai nostri stili di vita (ma priva di alcun desiderio moralizzatore), come ci mostrano anche maiali di Pechino.
Strangeart
23 feb 2011 - 11:21 - #1Ma guarda te la combinazione:
http://www.strangeart.it/2011/02/i-maiali-tatuati-di-wim-delvoye/
Una buona norma suggerirebbe il link alla fonte “originale”
penelopedipixel
23 feb 2011 - 12:22 - #2ciao!
Delvoye è vermente u artista notevole: qualche mese fa, ne abbiamo parlato da queste parti in occasione della vendita di un lotto di Cloaca
http://www.artsblog.it/post/5870/venduto-a-7500-euro-lotto-di-cloaca-di-wim-delvoye
mi interessava un focus sulla sua opera dove evidenziare come sia realmente in grado di entrare dentro i meccanismi di produzione capitalista con un’ironia feroce , sottolineo di nuovo, senza un grammo di morale
interessante l’intervista che menzioni, puoi darci un link?
bambino
24 feb 2011 - 20:52 - #3grandissimo bellissimo unico ….s ….
theroyalblindmagazine
04 mar 2011 - 23:09 - #4Ciao a tutti, passavo di qui per caso e….strangeart sicuramante è arrivato prima.
noi secondi…?
stiamo gareggiando per qualcosa?
http://www.theroyalblindmagazine.com/2011/02/08/quando-lapparato-digerente-e-arte/