“Molti spariscono, alcuni invece resistono. Come gli URL – Ultimi Rimasti Lebowski”. Ecco le parole con cui comincia il documentario We Love Lebowski, sull’omonima squadra di calcio di 3a Categoria a Firenze. Realizzato da Ciboideale (Gian Luca Rossetti e Andrea d’Amore), raconta la storia di una squadra speciale, nata dalla passione spontanea di un gruppo di ragazzi e di una curva altrettanto magica, la Curva Moana Pozzi.
Il video sarà presentato sabato 22 gennaio 2011 (h 21:30) all’Ex3, Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze. Protagonisti, le voci, i cori, i colori degli URL - Ultimi Rimasti Lebowski, tifosi sui generiis, che, più che al risultato pensano all’impegno, nel gioco del calcio e nello stare insieme in curva.
Transfughi dalle curve, ormai poco accessibili, degli stadi di Serie A, questi ragazzi riscoprono i valori della convivialità, della passione disinteressata, al di fuori dei ritmi imposti dallo showbusiness e dalla macchina mediatica.
Fino al 30 gennaio a Firenze saranno loro i protagonisti.
Malasuertefisud
29 gen 2011 - 13:32 - #1La “Malasuerte Fi_sud” in quanto band che ha creato l’inno del Leboswi F.C., si dissocia interamente da quanto avvenuto per la presentazione del documentario “we love leboswi”.
Disprezziamo profondamente la scelta della produzione del video di presentare un documentario, che parla di una tifoseria nata dal rifiuto della speculazione nello sport, in un luogho che rappresenta i peggiori lati della speculazione politica ed urbana fiorentina.
Il centro d’arte Ex3, in cui il documentario viene presentato, è un luogho che serve a dare una facciata “sociale” ad un vergognosa operazione commerciale che ha sgomberato la sede storica del C.P.A. Fi-sud rischiando di dare un colpo mortale ad una delle poche realtà completamente autogestite e autofinanziate del territorio nazionale.
Dove ora sorge un centro commerciale “coop” viveva un lougo che organizzava eventi d’arte che riunivano anche 18.000 persone in un fine settimana. All’interno di quell’area erano attivi, una biblioteca, due sale prove, un giardino autogestito, un area skate, una palazzina dedicata all’arte contemporanea e allo sport, una sala di ballo liscio per anziani, un centro di prima accoglienza per anziani, un centro di prima accoglienza per immigrati.
Oltre a questo il CPA disponeva della seconda più grande sala concerti della citta (la prima per qualità dell’acustica) che ha Ospitato da Pelù a Stefano Benni, da Fugazi alle Opere liriche in una programmazione che arrivava fino a tre concerti a settimana e i cui ingressi a 5 mila lire hanno realmente influito nell’abbassamento dei perzzi degli spettacoli in città.
Per rendere accettabile alla città la distruzione di una realtà come questa, la coop e le varie giunte che si sono succedute, hanno incluso un area per concerti ed eventi accanto al centro commerciale. Quest’area oggi si chiama Ex3.
Gestita con vari nomi, l’area Ex3, vanta qualcosa come 5 fallimenti in sei anni sotto la guida dei soliti amici degli amici che rubacchiavano e tacevano sul fatto che, quella che nel progetto era un auditorium concerti, nella realtà si era ridotta ad un cubo di cemento armato grande quando un bell’appartamento.
La Malasuerte non contribuirà all’operazione di ricostruzione della verginità di coop e comune rappresentata dell’Ex3 e non verremo mai a vedere il documentario.
PS: SE QUALCUNO SI CHIEDE PERCHÈ ALLA PRESENTAZIONE DI SABATO NON ERANO PRESENTI GLI “ULTIMI RIMASTI LEBOWSKI” LA RISPOSTA È CHE LA CURVA COSCENTE DI QUANTO DETTO FINORA È VENUTA A VEDERE IL CONCERTO DELLA MALASUERTE A LIVORNO.
nabis
31 gen 2011 - 13:57 - #2Sono stato al vecchio CPA (prima che venisse spostato), so di cosa state parlando e non posso che essere solidale con voi