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Una grande retrospettiva su Arcimboldo a Palazzo Reale

Pubblicato: 09 feb 2011 da Lorenzo Mazza

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Tutto è pronto per l’apertura, domani, giovedì 10 febbraio 2011, di Arcimboldo a Palazzo Reale. Milano ricorda Giuseppe Arcimboldo, che qui nacque nel 1527, figlio di Biagio, un artista che lavorava presso la Fabbrica del Duomo. Dal 1562 fu pittore alla corte degli Asburgo a Vienna e poi a Praga, da dove fece ritorno nel 1587. La sua vicenda artistica fu ben presto dimenticata ed etichettata sotto la nomenclatura di ’scuola di Leonardo’, finché il suo lavoro venne recuperato nel Novecento, grazie all’interesse delle avanguardie e soprattutto dei surrealisti.

Arcimboldo aveva sicuramente fatto tesoro degli studi di anatomia e del tratto grottesco del maestro di Vinci, ma si era spinto oltre, innovando radicalmente l’approccio alla figurazione. La sua intuizione era sottile e geniale: utilizzare parti di vegetali, pezzi di frutta e verdura, tuberi, fiori, animali, per comporre, in un intricato puzzle, volti umani. Si tratta spesso di ritratti di personaggi esistenti e illustri, in cui è sempre possibile rintracciare i singoli elementi costitutivi, dipinti con maestria e verosimiglianza.

Il percorso allestito a Palazzo Reale, a cura di Sylvia Ferino (Kunshistorisches Museum – Vienna), è visitabile fino al 20 maggio 2011 e fornisce una visione nuova e approfondita del rapporto tra Arcimboldo e Milano. Si parte proprio dai disegni grotteschi e dalle caricature di Leonardo e di Girolamo Della Porta, Bernardino Luini, Giovanni Antonio De Predis, Cesare da Sesto, Francesco Melzi, Giovanni P. Lomazzo, Giovanni A. Figino, Vincenzo Campi e Camillo Procaccini.

Una grande retrospettiva su Arcimboldo a Palazzo Reale
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Si passa poi ad una serie di preziosi oggetti di artigiani milanesi del tempo, cammei, vasi, scudi, medaglie, armi e si entra nella sezione Arcimboldo a Milano, con le opere giovanili dell’artista e dei suoi maestri: il Ritratto di Biagio Arcimboldo di Bernardino Luini; le vetrate per il Duomo di Milano, realizzate su disegni di Arcimboldo e del padre Biagio; i disegni per il Gonfalone di SantʼAmbrogio attribuiti a Giuseppe Arcimboldo e a Bernardino Campi o Giuseppe Meda; lʼarazzo con il Transito della Vergine (1561-1562) di Giovanni Karcher su cartone di Arcimboldo.

Si arriva poi ad un’importante sezione di raccordo: quella dedicata all’illustrazione naturalistica in Italia, documentata nei volumi del bolognese Ulisse Aldrovandi. Si tratta del preludio alle ultime sezioni: quella delle Teste Composte di Arcimboldo (Stagioni ed Elementi), quella sulla Pittura Ridicola e quelle finali, con il ritorno di Arcimboldo a Milano e la serie delle Teste Reversibili.
La mostra indaga anche aspetti poco noti dell’attività creativa di Arcimboldo. Il maestro milanese fu infatti anche animatore e regista di feste ed eventi di corte, che arricchiva con prodigiosi attrezzi e strabilianti mascherate.

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3 commenti

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  • Profilo di bbld

    bbld

    10 feb 2011 - 15:29 - #1
    0 punti
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    In riferimento alla mostra su Arcimboldo…prestate attenzione all’illuminazione!!! E’ stata curata dal nostro studio (Studio Balestreri Lighting)…Sul nostro sito (www.balestreri-lighting.it) potete vedere altri nostri lavori!!

  • Profilo di nabis

    nabis

    10 feb 2011 - 19:41 - #2
    0 punti
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    ..interessante! troppo spesso l’illuminazione delle grandi mostre viene lasciata in secondo piano e mi tocca trovare angolazioni assurde per poter apprezzare i dettagli di un quadro..per non parlare delle cornici a vetro!