Arena di Verona 2014: "Papa Francesco", il testo recitato da Dario Fo

Il Premio Nobel ha offerto un'anticipazione del suo nuovo lavoro teatrale

Nel corso della trasmissione Arena di Verona 2014, andata in onda domenica 1 giugno in prima serata su RaiUno, il Premio Nobel Dario Fo ha recitato un'anteprima di "Papa Francesco", il suo nuovo lavoro teatrale che verrà trasmesso integralmente sempre da RaiUno domenica 22 giugno in prima serata.

Di seguito vi riportiamo il testo dello spezzone presentato in diretta.

Il testo recitato da Dario Fo

Vi dirò la verità, in un primo tempo non pensavo di inserire Papa Bergoglio in questa rappresentazione con tanta evidenza. Ma alcuni spietati commenti che ho sentito fare su di lui recentemente da intellettuali con la I maiuscola mi hanno indignato fortemente. Notate bene, è risaputo, io sono ateo, marxista, leninista e seguace di Darwin. E ora, qui, mi trovo paradossalmente a difendere il rappresentante massimo della chiesa cattolica, apostolica e romana nel mondo.

Pochi giorni fa mi è capitato in televisione di avere un dialogo a due con un importante personaggio della cultura italiana, un po’ conservatore, moderato, il quale, lasciando all’istante perdere la moderazione, ha letteralmente aggredito Bergoglio, Papa Francesco, dicendo che tutto quello che il nuovo papa mette in scena: il suo abbigliarsi quasi sciattamente con le scarpe nere e la tunica bianca, sempre la stessa; il rifiutare il sontuoso palazzo in Vaticano che gli è stato offerto e l’andare a vivere in una comunità di preti di rango comune; il rifiutare la pomposa macchina di rappresentanza; l’andarsene in giro senza scorta e invitare a tavola con sé i barboni e le prostitute. Tutto questo – ha dichiarato l’intellettuale moderatamente moderato - non sarebbe altro che una strategia pubblicitaria, di marketing, e in fondo Papa Francesco non sarebbe altro che un furbacchione (proprio così ha detto il moderato, furbacchione), il quale induce la gente con questo imitare San Francesco a vederlo come un uomo dolcissimo e pieno di affetto per ognuno.

E perché? Come mai tanta acredine verso quest’uomo venuto dall’altra parte del mondo, da un paese spesso sconvolto da violenze e crisi economiche da apocalisse? Ma è semplicissimo: perché troppe volte in questo primo anno egli ha preso posizione contro il mondo degli affari e del grande business internazionale. In poche parole ha accusato le banche e l’avidità dei poteri forti, fanatici del profitto a costo di far strage della dignità di chi arranca per sopravvivere. Ecco le ragioni del linciaggio, per questo lo si vuole distruggere perché è un uomo che tenta di migliorare questo mondo.

E non parliamo poi di quando Papa Bergoglio si rivolge direttamente ai politici.

Due mesi fa, il 27 marzo Papa Francesco ha parlato davanti a 492 parlamentari italiani, svegliati alle 6 del mattino, fra i quali vi erano 9 ministri, 19 sottosegretari, la Presidente della Camera, il Presidente del Senato e, senza mai levare il tono, ha detto: "Al tempo di Gesù c’era una classe dirigente, quella dei farisei, che si era allontanata dal popolo, lo aveva abbandonato, incapace di altro se non di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione. Dominavano soltanto interessi di partito e lotte interne. Proprio così ha detto. Il cuore di questa gente di potere, con il tempo si era indurito tanto che era a loro impossibile sentire la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. E’ tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore, sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti – insiste Bergoglio. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù, con la sua semplicità, ma con la sua forza di Dio, dava loro fastidio".

E anche Bergoglio oggi dà fastidio, a quelli!

Il nostro Papa non s’è limitato ad assumere il nome di Francesco, ma egualmente ha pronunciato critiche di violenza inaudita, proprio qualche giorno fa, all’apertura della Conferenza dei Vescovi, la CEI. Non era mai successo in tutta la storia della chiesa che un papa imponesse ai suoi vescovi di aprire lui di persona l’assemblea episcopale.

Ha esordito dinnanzi a una folla di vescovi e cardinali abbigliati di viola, rosso e oro, dicendo: "Non restate seduti ai piedi del campanile lasciando che il mondo vada dove gli pare. Voi dovete fuggire la tentazione della mediocrità – attenzione, nessun Pontefice ha mai imposto ai propri Vescovi di ‘fuggire alla mediocrità’... – e continua: "Evitate la litania delle lamentele, della gestione personalistica del presente, delle chiacchiere, delle mezze verità che diventano menzogne, della durezza di chi giudica, fuggite il rodersi della gelosia, l’invidia! L’accidia! Il lassismo!" E ha concluso: "Quanto è vuoto il cielo di chi è ossessionato da se stesso".

Insisto, fate mente al significato di quello che dice: "Quanto è sbagliato il ripiegamento di chi vorrebbe che un triste passato divenisse il nostro futuro".

2nd Rome Film Festival -  Zero: Inchiesta Sull' 11 Settembre - Photocall

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail