Sguardo "simultaneo" alle opere dei Musei Vaticani di Roma: il Laocoonte, Atena e Marsia, e la Pietà a S. Pietro

Uno sguardo ravvicinato a tre capolavori. Dai Musei Vaticani alla Basilica di San Pietro per capire come i cambiamenti dei tempi siano scolpiti nel marmo e visibili ancora oggi.

Il Vaticano raccoglie opere d'arte inestimabili dalla Cappella Sistina alla Biblioteca Apostolica Vaticana, appartenenti ad epoche differenti e riunisce i nomi di artisti come Giotto, Raffaello, Botticelli, Perugino, Leonardo da Vinci e Prassitele, solo per citarne qualcuno. Soffermarsi su un' opera alla volta basterà per immaginarci oltre le interminabili code dell'ingresso al museo e capire come la scultura rispecchi i cambiamenti culturali di un'epoca. Cos'hanno in comune le sculture di Atena e Marsia di Mirone (450 a.C.), copia di un bronzo più antico, il Laocoonte e i suoi figli di Agesandro, Atanodoro e Polidoro (copia del I secolo d.C) e la Pietà di Michelangelo (1497-99) conservata nella basilica di San Pietro? In apparenza niente se non di essere tutte e tre sculture e realizzate da tre importanti artisti. Ma immaginando ancora di vederle in sincronia possiamo leggervi la storia di tre destini umani: quello di Laocoonte, di Cristo e di Marsia, la storia delle più grandi religioni: la politeista e la monoteista, la somiglianza ancestrale dei simboli.

laocoonte-musei-vaticani-opere-romaIniziare con la scultura del Laocoonte, sacerdote troiano di Poseidone e i suoi figli Antifante e Timbreo è d'obbligo. Il suo ritrovamento cinquecento anni fa in un vigneto sul Colle Oppio è l'origine dalla terra dei Musei Vaticani. Dove un tempo sorgeva la casa dell'imperatore Tito, giaceva la copia di un originale alessandrino che rappresenta il destino del troiano Laocoonte come narrato nell'Eneide. Acquistata per essere esposta nei giardini vaticani (oggi conservato nel Museo Pio-Clementino) da Giulio II con il benestare di un "mestierante" papale: Michelangelo Buonarroti, nell'opera i tre scultori della stessa famiglia, unirono all'episodio storico della lotta dei troiani contro i popoli latini e italici, l'espressività della scultura e la potenza fisica, simbolo di nobiltà interiore; sottintenso il potere della "dea per eccellenza": Atena, che scaglia i serpenti contro Laocoonte e i figli per vendicarsi del sacerdote che ha messo in guardia i troiani dalle insidie del famoso cavallo.

atena-marsia-musei-vaticani-opere-romaLa dea si materializza invece nella scultura di Atena e il sileno Marsia di Mirone, lo scultore greco famoso per il Discobolo. Appartenente all'Acropoli di Atene dove sorgevano numerosi templi a lei dedicati, Atena nella copia del Vaticano ( esposta presso il Museo Gregoriano Profano) non è furiosa, ma vezzosa, in quanto è ritratta nell'attimo in cui getta il flauto che si è costruita, perchè le deforma il viso. E' l'inizio di un episodio che porterà Marsia, a prendere il flauto e da abile suonatore a sfidare Apollo. Come Laocoonte, Marsia pagherà cara la sua superbia, scorticato della pelle. La scultura è simbolo di ragione, nella personificazione di Atena e bestialità del sileno, metà uomo e metà animale; la dea era simbolo di astuzia, ma anche di verginità perchè non ebbe mai nessun uomo o amante, inoltre Platone traduce l'etimologia di Atena con "la mente di dio". Atena ancora, era protettrice delle nascite, simbolo di forza maschile e femminile insieme.

Un'altra figura femminile. Qui però l'artista ha estremizzato la pacatezza della dea di Mirone: il viso di Maria della Pietà di Michelangelo (posta nella Basilica di San Pietro) è energia spirituale. Maria è una divinità, ma decide le sorti di un uomo, lo assiste nel nome di una forza superiore e impalpabile. La sfida in questo caso è di Michelangelo intento a firmare l'opera per affermare, come non aveva mai fatto, la paternità della scultura altrimenti attribuita ad un altro artista. La piramide di Laocoonte è qui sostituita dalla piramide morbida di Maria e Gesù. Il dolore sembra lontano.La giovinezza di Maria vergine, figlia di suo figlio, allude al ciclo della vita: nascita e morte fusi nell'eternità. Atena lascia il posto nel Rinascimento all'iconografia umanizzata di Maria.

Ciò che rimane sono le somiglianze culturali di diverse epoche, pur nascoste dagli stili differenti: questi sì, in continua evoluzione. Il link vi mostra i settori dei Musei del Vaticano dove vedere le opere.

Foto| Musei Vaticani e iconos

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