Milano Moda Uomo: l'installazione Wall of Dolls contro la violenza sulle donne

L'opera sarà inaugurata sabato 21 giugno alle ore 16.00 sul muro del Centro Culturale di Via De Amicis 2


Un video dalla campagna 'Servono altri uomini', lanciata da Intervita a novembre.

Un'installazione a Milano, nella settimana della Milano Moda Uomo, per dire no alla violenza sulle donne: è il progetto che il mondo del fashion lancerà sabato 21 giugno, a partire dalle ore 16 sul muro del Centro Culturale di Via De Amicis 2.

Si tratta dell'installazione Wall of Dolls, a cui parteciperanno 50 brand di livello internazionale e rappresentativi del Made in Italy, 20 artiste, scrittrici, e 16 onlus. Tutti insieme costruiranno questo muro, un'opera artistica ad alto impatto emotivo.

Perchè le bambole sono i giocattoli che accompagnano l'infanzia delle bambine, e per un giorno si trasformeranno nel simbolo di una femminilità troppo spesso violata. La parete vuole essere un messaggio di speranza, di amore e di bellezza, e sarà un evento aperto a tutti i cittadini che possono partecipare portando la propria bambola.

L’iniziativa è stata inserita nel calendario degli eventi della Camera Nazionale della Moda Italiana, e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano. Supporta l'iniziativa anche Intervita Onlus.

Jo Squillo, ideatrice dell'evento, ha spiegato:


"Se l'arte e la bellezza salveranno il mondo, penso che essere donna rimane la nostra arte migliore. Cura, dolcezza, armonia e consapevolezza, le nostre armi contro tutta questa brutalità. In giugno ci sarà la settimana della moda dedicata all'uomo. Pensiamo che la moda debba riflettere una bellezza autentica, per contribuire a creare uomini veri. E la violenza sulle donne è un fenomeno che riguarda soprattutto la cultura maschile"

.

L'installazione Wall of Dolls in seguito non si fermerà a Milano, ma inizierà un viaggio di sensibilizzazione in altre città italiane ed europee.

In sede di presentazione l'assessore alle Politiche per il lavoro, Moda e Design del Comune di Milano Cristina Tajani ha aggiunto:

"E' significativo che i protagonisti del mondo della moda abbiano deciso di spendere il proprio nome per una causa così importante, anche alle luce dei recenti fatti di cronaca. Fatti che dimostrano come ci sia ancora molto da fare per contrastare la violenza sulle donne ed ogni discriminazione di genere. Violenza che avviene soprattutto tra le mura domestiche e ancora oggi nascosta, è necessario quindi che tutti e in primo luogo chi è più conosciuto dal grande pubblico apporti il suo contributo per sensibilizzare le nuove generazioni e la cultura maschile"

I dati che riguardano la violenza contro le donne sono raccapriccianti: nel mondo sono 130 milioni le donne che hanno subito mutilazioni genitali, e 1 donna su 5 è stata vittima di violenza fisica o sessuale. In alcuni Paesi poi lo stupro da parte del marito è ancora legale, e, come se non bastasse, la brutalità sulle donne è una normale componente culturale. Negli Usa viene aggredita, spesso dal coniuge, 1 donna ogni 15 secondi e in Europa 1 donna su 3 è vittima di maltrattamenti (62 milioni).

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Foto | Facebook Intervita Onlus

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