Il mondo di Guerrilla SPAM!: abusivo, piacevole e provocante - Intervista

Li abbiamo incontrati solo qualche giorno fa ed è con grande piacere che vi presento oggi un'intervista con i giovanissimi di Guerrilla Spam!

Non ho indagato volutamente sull'identità del gruppo, riporto nell'articolo solo alcune informazioni di dominio pubblico: come sappiamo dalle loro azioni, possiamo geolocalizzarli in Toscana (Firenze sembra il centro propulsore), mentre sul loro profilo di FaceBook come data di nascita ritroviamo 1986. Ma è di gran lunga più importante scoprire cosa fanno, come lo fanno e le motivazioni che spingono i ragazzi di SPM!. Di tutto questo abbiamo parlato in questa intervista che si è rivelata un bellissimo dialogo.

Prima di lasciarvi alle loro parole, vorrei spendere qualche riga di commento personale. Sono diverse le cose che mi hanno colpito dell'ateggiamento di SPAM!. Una di queste è il loro quesi rifiuto a definire i loro intervnti come "arte": il loro obiettivo principale sembra essere comunicare, creare un'imprevisto capace di rompere la routine in cui siamo immersi quotidianamente. Il secondo è una radicale accettazione della transitorietà, che si sposa ad una relazione ecologica con l'ambiente urbano, come ci spiegano perfettamente in questa frase: "Insomma niente di ciò che facciamo vuole imporsi permanentemente nelle strade. La città è di tutti, e qui tutti possono dire la loro. Anche noi. Noi diciamo la nostra, ma lo facciamo alla pari del cittadino comune, che può essere ascoltato come ignorato."

Per rappreentarli ho invece scelto il video di una delle loro ultime perfoemence "BEVIMI". Per avere un'idea complessiva del loro lavoro consiglio invece di visionare il sito: vi accorgerete come questo giovanissimo gruppo sia riuscito a creare un'iconografia molto forte e definita, a mio avviso capace di comunicare e farci riflettere. Buona lettura.

Guerrilla SPAM. Prima di tutto come e perchè nasce il vostro nome e cosa fate: l'accostamento fra due tecniche/tattiche come la guerriglia e lo spam è interessante e mi ha subito incuriosito.

Innanzitutto si parte da SPAM. Questo è un nome semplice, immediato, un nome che ricorda la famosa carne in scatola americana, ma anche le e-mail indesiderate che riempiono di “pubblicità abusiva” le nostre caselle di posta elettronica. Noi volevamo essere al tempo stesso come queste e-mail, ovvero abusivi, ma anche il loro opposto, ovvero piacevoli e provocanti al tempo stesso. La guerriglia poi è venuta da sola… In una realtà della comunicazione come quella attuale, dove appunto non esiste comunicazione, se vuoi farti sentire, se vuoi esprimerti e dar voce alle tue idee, allora i canali ufficiali fatti di compromessi non vanno bene, è necessario guadagnarsi con rispetto e pazienza dei modi alternativi per dire ciò che tutti pensano ma che nessuno dice. Noi lo diciamo e tutto questo si chiama guerrilla SPAM.

Siete apparsi da pochissimo tra Firenze e Siena, ma mi sembrate già attivissimi: ci volete raccontare qualcuna delle vostre azioni, ad esempio "BEVIMI" o Tele-Stupriamoci? Nel primo caso, dal video i passanti sembravano incuriositi, mentre nel secondo vorrei sapere se ci sono state reazioni da parte degli abitanti e qual'è l'impatto secondo voi di un'azione di street art in un piccolo centro...

Il primo attacco in strada che abbiamo fatto risale solo a cinque mesi fa. SPAM è cresciuto in fretta e molto bene, e questo, oggi, lo possiamo affermare osservando le reazioni generalmente positive dei cittadini che ogni giorno s’imbattono nei nostri attacchi. Molti ci incoraggiano e ci stimano, tuttavia c’è sempre chi ci strappa via i manifesti, oppure chi si preoccupa con cura di staccarli delicatamente per portarseli a casa... C’è poi chi li fotografa, chi ci ride sopra e chi li ignora. C’è chi cerca di promuoverci e chi ci sostiene via web. Un sostegno perenne che è aumentato notevolmente con l’ultimo attacco “BEVIMI!”, nel quale abbiamo lanciato cento sardine nella fontana della stazione di Firenze. E’ stato uno degli attacchi più impegnativi e meticolosi da organizzare; eravamo veramente molti e tutti coordinati per eseguire l’azione in un tempo breve come 7 – 8 secondi. Il rischio era alto perché il tutto andava fatto di giorno, ma la gente ha apprezzato da subito questo nuovo intervento che sicuramente aveva un che di “scenografico”. Tantissimi i passanti che si sono fermati a guardare e fotografare le sardine morte nell’acqua, la gente era divertita e “riflessiva” al tempo stesso. Ci siamo messi ad ascoltare i commenti delle persone, ed è emerso ciò che noi volevamo: l’attacco era ironico e faceva sorridere, ma mentre si strappava un sorriso ai passanti, ognuno elaborava la sua considerazione e “morale” del problema. E questo era l’obbiettivo di SPAM.

“tele-stupriamoci” è stato invece un attacco differente. Era mirato e studiato per essere realizzato in un centro storico di un piccolo paese come Colle Val d’Elsa (Siena). Volevamo testare l’approccio che le persone avrebbero avuto con i manifesti di SPAM. Ebbene i quaranta omini-tv che abbiamo disseminato per il paese hanno destato la curiosità della gente, specialmente lì, dove qualsiasi minima novità è percepita dagli abitanti del paesino come un drastico cambiamento. L’esperimento è riuscito bene, e abbiamo osservato un approccio a SPAM differente da quello più distaccato che può avere un cittadino di una grande città. L’effetto di “tele-stupriamoci” ci ha intrigato, e vogliamo portarlo in altri centri abitati…

Nella vostra produzione c'è un richiamo costante alla temporaneità, quasi un approccio "ecologico" ma anche in senso culturale: arte che si rimuove e che viene riassorbita dall'ecosistema urbano. Che ne pensate?

Questo è vero. Vogliamo precisare però che nelle nostre intenzioni non c’è l’obbiettivo preciso di fare arte. Ci piace dire che noi facciamo comunicazione, o per lo meno, provochiamo e lanciamo messaggi alle persone, e il nostro obbiettivo è quello di creare “un imprevisto”, di sovvertire almeno in parte la solita routine quotidiana. Quasi tutto quello che facciamo ha una vita breve. Molti manifesti attaccati cinque mesi fa, sono ancora lì sui muri, ma molti altri si sono decomposti autonomamente, riassorbiti dalla città stessa, sono stati strappati dalle persone, si sono macchiati dell’umidità insistente delle vecchie case. Insomma niente di ciò che facciamo vuole imporsi permanentemente nelle strade. La città è di tutti, e qui tutti possono dire la loro. Anche noi. Noi diciamo la nostra, ma lo facciamo alla pari del cittadino comune, che può essere ascoltato come ignorato.

Nell'incipit del vostro sito affermante che SPAM nasce per contrastare il potere della comunicazione mediatica e della disinformazione. Nella vostra iconografia è presentissimo il tema della televisione: tv antropomorfe (o uomini-tv), animali-tv antenne televisive, cavi e così via. Con l'era digitale si parla sempre più del "prosumer" cun "consumatore-produttore" di informazioni che ha un ruolo attivo: voi che ne pensate? Questo prosumer ha i mezzi (o gli anticorpi in qualche modo) per difendersi dalla comunicazione di massa? e dalla disinformazione?

La comunicazione di massa non deve preoccuparci. Almeno in Italia non esiste. Esiste piuttosto un sistema corrotto fatto di disinformazione, che con il finto intento di informare, crea solo menzogne di basso livello pronte per essere assimilata dalle persone. I nostri Tg vendono quotidianamente notizie-burla, utilissime per “rincitrullire” o meglio “deviare” l’attenzione della gente dai problemi reali. Si costruisce un paese che non c’è, e la televisione, ancora oggi ha il suo ruolo primario in questa campagna d’imbarbarimento delle folle. L’unico modo per salvarsi, è cercare l’informazione alternativa in modo autonomo ad esempio con la rete. I nostri attacchi non sono la soluzione a questo sistema in crisi. In fin dei conti le nostre provocazioni criticano soltanto una realtà negativa, non propongono soluzioni al problema. Ma noi non facciamo politica, non vogliamo dare risposte risolutive, anche perché non ne abbiamo. Ci limitiamo a lanciare un input, un messaggio, sarà poi il cittadino che formerà il dibattito, la discussione, e speriamo un giorno, il cambiamento.

Infine ultima domanda: v rivedremo presto all'azione? ci volete/potete dare qualche anticipazione?

Abbiamo in progetto molti nuovi attacchi. Li dobbiamo condensare e disseminare gradualmente… Possiamo dire che uno dei prossimi attacchi riporterà alla luce un fatto di cronaca nera di qualche mese fa, che come tutte le notizie-bolla, viene strumentalizzato, acclamato e poi dimenticato. Sarà un attacco un po’ “brutale” ma speriamo che le persone siano pronte a reggere il colpo. Adesso siamo intensamente al lavoro, e non possiamo dire che tutto ciò non ci piaccia e non ci diverta incredibilmente. SPAM era nato come un esperimento “simpatico”, un po’ improvvisato, fatto per provocare e far sorridere… adesso è la nostra opportunità per creare.

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