Radiation crowdmapping. Il Giappone post-nucleare fra sensori e tecnologia low cost [Nuclear Anxiety]

sensori radiazioni

Per questa domenica nucleare, esploriamo un progetto - anzi una serie di progetti - a cavallo fra sensoristica, tecnologia low cost e particolari mappe.

Flussi di dati e mapping diventano centrali nell'arte, nel business come nella nostra vta quotidiana. Oggi parliamo di visualizzazioni e della possibilità di costruire mappe decentralizzate, overo del "crowd mapping". In giappone, dopo l'eplosione di Fukushima, sembra avvenuta un'altra esplosione: quella dei sensori capaci di rilevare radiazioni. Si tratta di device tecnologici abordabili (il prezzo è all'incirca quello di un cellulare) che consentono di stabire il livello di radiazioni sul territorio. In tepi normali, questi device non avevano una grande diffusione, ma nel Giappone post-nucleare sono diventati popolarissimi, soprattitto fra attivisti contro il nucleare ed ecologisti nerd. Questi gruppi di persone hanno così iniziato le loro rilevazioni personali e indipendenti collegando i dati dei loro sensori a Pachube, un'ifrastruttura molto popolare che consente di creare mappature digitali cinserento i propri stream di dati, come potete vedere dalla homepage del sito. I primi risultati sono visibili su Jiapan Geigermap o Radiation Crowdmap.

Come sempre colpisce la bellezza dei dati, la capacità delle visualizzzioni di racontare storie stratificate sul territorio e quella delle tecnologie digitale di trasformare il mondo in un immensa opera d'arte "networked", come aveva intuito a suo tempo Marshal Mcluhan.

[nella foto in alto, SparkFun, il sensore di rilevazione più richiesto sul mercato]

Radiation Crowdmapping
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